
La Lega ha trovato un alleato per la sua iniziativa sugli sgravi fiscali, per la quale si vota il prossimo 3 marzo: l'AITI."Non possiamo opporci"L'Associazione delle industrie del canton Ticino, "pur condividendo alcune delle riserve espresse da più parti sulla forma e le conseguenze di questi sgravi" afferma di non poter opporsi a proposte "che andrebbero ad alleggerire significativamente l’imposizione fiscale per le imprese, con effetti sicuramente positivi in termini di competitività e quindi anche nell’interesse del territorio e di tutti i cittadini ticinesi." "Il Ticino ha perso terreno"Secondo l'AITI è un dato di fatto che il Ticino abbia perso parecchio terreno nell’ambito della competitività intercantonale sul piano fiscale, soprattutto in ambito aziendale. "Negli ultimi anni le associazioni economiche hanno invocato riforme strutturali, in un panorama contraddistinto da un preoccupante immobilismo" sostiene l'AITI. "Malgrado ciò e le varie promesse di avviare riforme fiscali, di fatto non si è mosso assolutamente nulla. Basti ricordare ad esempio come la proposta di intervenire sull’imposizione dei redditi alti, promossa dalla direttrice del DFE Laura Sadis, sia stata stroncata ancora prima di arrivare sul tavolo del Consiglio di Stato." "Non accusiamo il Governo""Sarebbe però riduttivo accusare il governo d’immobilismo in materia fiscale" spiega ancora l'AITI. "Il suo atteggiamento è stato piuttosto il frutto d’interessi di parte e veti incrociati che hanno bloccato il nostro Cantone su posizioni che definire attendiste è un eufemismo; secondo il motto: non è mai il momento giusto per sgravi fiscali, perché vi sono sempre altre priorità. Eppure è risaputo e dimostrato che, di regola, gli sgravi portano ad un aumento delle entrate, compensando quindi ampiamente i rischi legati ad un ipotetico mancato gettito." "Facciamo i nostri interessi, come i sindacati i loro"Per cui "di fronte anche ai ripetuti rifiuti alle nostre proposte di elaborare un controprogetto all’iniziativa della Lega, è legittimo considerare la questione in un’ottica differenziata, anche tenendo conto del fatto che i compiti statutari delle associazioni economiche prevedono l’obbligo di ottenere le migliori condizioni-quadro per le aziende. Come i sindacati possono legittimamente rivendicare un salario minimo a livello nazionale di 4'000 franchi, così le associazioni economiche devono tenere conto in primis degli interessi dei propri associati ed è innegabile che condizioni fiscali migliori non possono essere rifiutate.""Gli sgravi per i redditi bassi non hanno senso""Le associazioni economiche hanno sempre sottolineato come non abbia molto senso lo sgravio previsto per i redditi bassi, legato agli sgravi aziendali, essendo l’imposizione fiscale ticinese già molto sociale" afferma ancora l'AITI. "Ma, appunto, una proposta imperfetta è, tenuto conto di tutte le circostanze, meglio che l’assenza totale di proposte."
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