
In un comunicato diramato oggi l’Associazione industrie ticinesi (AITI) ha deciso di esprimere parere negativo nei confronti del decreto legislativo per lo stanziamento di un credito quadro di 6,73 milioni di franchi per la sperimentazione scolastica, in votazione il prossimo 23 settembre. La presa di posizione dell'Associazione non è però andata giù al presidente del PS Igor Righini, che ha replicato con un duro sfogo su Facebook.
"AITI, il lupo che pretende di custodire le pecore - esordisce Righini - I nostri giovani sono trattati con disprezzo da un vostro esponente (Alberto Siccardi, ndr) che ha detto "quelli lì non sono formati" e voi, Aiti, non dite nulla. Permettete a molti vostri affiliati di assumere personale a paghe da sottosviluppo. E voi, AITI, non dite nulla. Permettete alle industrie di cercare personale all'estero quando voi stessi potreste formarlo nel nostro territorio. E voi non fate nulla perché così conviene".
Ma non solo: "Non un "cip" sull'esportazione di armi anche verso i paesi dove c'è una guerra civile. Nulla sulle dichiarazioni inquietanti del Consigliere nazionale Rocco Cattaneo. Nulla sui salari degli impiegati della vendita nelle aree di servizio con cui non si può vivere dignitosamente nel nostro Cantone".
"Ma un comunicato su come si deve istruire e formare i nostri giovani, quello sì che lo fate. Forse perché capitatati dallo stesso industriale che tratta con disprezzo i nostri giovani, assume un'alta percentuale di frontalieri perché coi suoi salari un ingegnere formato in Svizzera da lui non ci va a lavorare. Siete il lupo che pretende di custodire il gregge delle pecore. Per fortuna che ai nostri Giovani e alla scuola che li forma come si deve ci pensa ancora lo Stato", conclude un inviperito Righini.
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