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Ticino
AITI contro i referendum della sinistra
AITI contro i referendum della sinistra
AITI contro i referendum della sinistra
Redazione
10 anni fa
Gli industriali invitano a infilare nell'urna 3 SI' in occasione della votazione cantonale del 12 febbraio

L'Associazione industrie ticinesi (AITI) prende posizione sui tre referendum della sinistra che in votazione cantonale il 12 febbraio 2017, invitando a bocciarli, ovvero a infilare nell'urna tre SI'.

Ecco qui di seguito le argomentazioni di AITI (nella foto il presidente Fabio Regazzi):

"Un SI' alla riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi è quanto auspica l’Associazione industrie ticinesi; una misura che non comporta alcun licenziamento o diminuzione degli effettivi visto che, già a partire dal pensionamento avvenuto nel mese di maggio del 2016, i giudici attivi sono solamente tre (costantemente coadiuvati da un giurista). In questi ultimi mesi, l’attività dell’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi è stata regolarmente monitorata: sono state assicurate decisioni di qualità e tempestive, nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali, dei diritti degli imputati e della sicurezza dei cittadini. In un periodo in cui si chiede a tutti un sacrificio volto a migliorare la salute delle finanze cantonali, un risparmio netto di 256'000 franchi – il costo di un giudice – è sicuramente un’occasione da cogliere al balzo, specie visto che questa misura non comporterà alcun peggioramento del funzionamento dell’Ufficio in questione."

"L’Associazione industrie ticinesi si dice favorevole anche alla modifica della legge sull’assistenza e cura a domicilio. Questo settore ha conosciuto un forte incremento delle prestazioni erogate (+21% tra il 2011 e il 2015) con il conseguente aumento dell’onere a carico dell’Ente pubblico (+11%). Per questo motivo, la legge in votazione – nell’ambito del Pacchetto per il riequilibrio delle finanze cantonali – si prefigge un contenimento dei costi nell’ordine di 2,5 milioni di franchi. Gli stessi servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD) hanno riconosciuto la necessità di procedere in tal senso. In sostanza si conferisce loro il mandato di attuare, entro due anni, misure organizzative e burocratiche per ottenere il contenimento dei costi auspicato. Le misure in votazione non avranno alcun effetto sui contenuti delle prestazioni fornite e non comprometteranno né l’attuazione dei progetti in corso o pianificati, né le prestazioni dei servizi d’appoggio. La razionalizzazione andrà a vantaggio del Cantone (20%) e dei Comuni (80%)."

"Infine, l’AITI è favorevole alla modifica della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali; una modifica che ha lo scopo di disciplinare più equamente l’erogazione delle prestazioni sociali in funzione del numero di membri della famiglia. Nonostante la modifica legislativa, le nuove soglie di intervento rimarrebbero mediamente superiori del 30% rispetto a quelle erogate dagli altri cantoni; il Ticino resterebbe quindi il più generoso nel sostenere finanziariamente le sue famiglie bisognose. La legge in votazione è un elemento fondamentale del nuovo orientamento della politica familiare cantonale; la riuscita del referendum comprometterebbe i futuri interventi di conciliazione tra famiglia e lavoro."

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