
Nonostante l’aumento di casi di coronavirus, le località sciistiche svizzere mostrano ottimismo. Sulle piste sono infatti attesi molti appassionati nei prossimi mesi e gli operatori del settore si stanno preparando alla stagione invernale per accogliere al meglio i visitatori, anche se dovranno fare alcuni accorgimenti vista la situazione legata alla pandemia. Non mancheranno infatti regole più severe rispetto alle scorse stagioni. Ma l’ottimismo c’è ed è condiviso anche da Airolo-Pesciüm, dove i vertici stanno riflettendo su alcuni aspetti organizzativi. Lo conferma il direttore di Valbianca SA, Mauro Pini, ai microfoni di Radio 3i. “L’ottimismo c’è. Certo che i numeri dei casi di contagio in aumento nelle ultime settimane preoccupano, soprattutto per la gestione nei vari ristoranti piuttosto che gli impianti di risalita, dove vi sarà l’obbligo di indossare la mascherina. Ogni stazione ha più ristoranti sul comprensorio, di diverse grandezze e tipologie, e quindi ci sono diverse problematiche da tenere in considerazione. Questo implica un’organizzazione interna maggiore, costi maggiorati e più personale”.
I gestori stanno vagliando diverse opzioni: “Ci stiamo chinando proprio in questi giorni sul da farsi” prosegue Pini. “Stiamo cercando di capire se attraverso ditte specializzate è possibile fare il contact tracing tramite lo skipass. Se dobbiamo garantire la tracciabilità in entrata e in uscita dell’avventore al ristorante, questo complica non da poco la gestione. Bisogna pensare che solo ad Airolo-Pesciüm arriviamo a servire tra le 1000-1200 persone a pranzo nello spazio di circa due ore. È una problematica alla quale dovremo trovare una soluzione che sia soddisfacente, sia per la società di gestione che per la clientela.
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