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Ticino
Ai Bellinzonesi piace il proprio verde
Redazione
11 anni fa
Il Municipio ha accolto con favore i risultati di uno studio, che rileva la soddisfazione degli abitanti per la cura del verde urbano e periurbano

La gestione del verde urbano e periurbano piace agli abitanti di Bellinzona e del Bellinzonese. Lo attesta un articolo recentemente apparso sulla rivista scientifica internazionale della casa editrice Elsevier specializzata in tematiche legate alla cura del territorio urbano, che riporta i risultati di uno studio effettuato nel 2011 dall’Istituto federale di ricerca per le foreste, la neve e il paesaggio (WSL).

Dallo studio emergono due aspetti rilevanti, che sono stati presentati oggi in confederenza stampa a Bellinzona. Presenti all'evento i municipali Christian PagliaSimone Gianini, nonché Marco Conedera dell'Istituto federale di ricerca WSL. 

I cittadini di Bellinzona e del Bellinzonese ritengono innanzitutto importante la presenza delle montagne adiacenti ai centri abitati, come luogo di svago e di percezione di benessere legato alla qualità di vita. In quest’ottica gli sforzi profusi per la cura del bosco dalla Città, dagli altri Comuni della regione e dagli enti e dalle associazioni presenti sul territorio appaiono gratificanti. Si pensa ad esempio alle colline cittadine su cui sono insediati i tre Castelli, alle sponde destra e sinistra curate con l’aiuto dei Patriziati di Carasso, Daro e Ravecchia o al Progetto Carasc gestito dalla Fondazione Curzútt-San Barnard sulla montagna sopra Monte Carasso.

Altro elemento ritenuto fondamentale per gli abitanti del Bellinzonese è quello della presenza nel tessuto urbano del cosiddetto verde di prossimità, parchi piccoli e grandi distribuiti sul territorio e accessibili anche a chi non può usufruire di un giardino privato o condominiale. Da un lato lo strumento del piano regolatore ha permesso lo sviluppo di spazi verdi nelle zone più densamente edificate. Dall'altro ci sono stati anche progetti volti a ricavare all’interno delle zone urbane spazi naturali di svago. A questo proposito si pensa alla zona golenale, che in futuro potrebbe avvalersi di un lido fluviale (lo studio del progetto è in fase avanzata), al Parco urbano in zona ex Campo militare (la cui realizzazione è attualemnte in corso), o ai parchi giochi come aeree di svago in cui trascorrere il tempo libero.

I due municipali hanno ricordato che negli ultimi anni tutti i 20 parchi gioco di Bellinzona sono stati completamente rinnovati per un investimento che si aggira attorno agli 1,6 milioni di franchi. In generale per la gestione e manutenzione del verde la città impiega una decina di collaboratori con dei costi medi annuali che superano il milione di franchi.

Lo studio evidenzia pure come la tematica del verde urbano possa e debba essere affrontata in chiave regionale e non più unicamente dai singoli Comuni all’interno dei propri confini territoriali. Anche da questo punto di vista il Progetto di Aggregazione del Bellinzonese, oltre a mettere l’accento su progetti volti a un ulteriore miglioramento della qualità di vita e delle possibilità di valorizzazione delle risorse naturali, permette di creare gli strumenti adatti a questo scopo (come ad esempio l’elaborazione sul breve-medio termine di un masterplan territoriale e più sul lungo termine di un piano regolatore unico di tutto il Bellinzo-nese).

Il Municipio ha accolto con soddisfazione i risultati dello studio, che dimostra la bontà della politica fin qui perseguita nell’ottica della valorizzazione del tessuto urbano e come sprone per proseguire sulla strada tracciata, nell’ambito dell’attuale Comune di Bellinzona e del futuro nuovo Comune del Bellinzonese. 

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