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Ticino
"Ai bambini bisogna dire la verità"
Redazione
14 anni fa
Leonia Menegalli del DECS ci spiega come la scuola deve affrontare tragedie come quella di Sierre

Superare il trauma. Elaborare il lutto. Aiuto psicologico. Frasi e termini che si susseguono in occasione di eventi tragici come l’incidente stradale di Sierre, che ha visto la morte di 22 bambini. La morte di bambini non lascia mai indifferenti. Certo si potrebbe dire che ogni giorno ne muoiono a decine nel mondo, vittime della fame o di condizioni di vita assolutamente indegne. Ma quando la tragedia ci è vicina, nel senso che le probabilità che possa succedere anche ai nostri figli non è tanto remota, ecco che il coinvolgimento è quasi totale. Come si può spiegare ad un bambino che non rivedrà mai più i suoi compagni di scuola perché sono morti? Come funziona in concreto? Ci sono solo gli psicologi all’opera? No, ci sono anche figure che devono fare il lavoro preparatorio, soprattutto all’interno delle scuole. Sono persone attive nell’ambito scolastico che vengono preparate proprio per far fronte a questi eventi. In Ticino sono 70 le persone che hanno sostenuto questa preparazione. Una di loro è Leonia Menegalli, del DECS.  Alessandro Cocca di Radio 3i l’ha intervistata per cercare di capire come vengono affrontati temi tanto delicati. Ecco uno stralcio dell’intervista che potete ascoltare integralmente nella sezione audio.La domanda che pongono i bambini è “perché è successo” come si risponde?“Di risposte precise non ce ne sono. Si cerca di dare uno spazio di parola ai bambini, un ascolto attivo. Il bambino si sente accolto con le sue angosce e le sue ansie”. La scuola che ruolo può avere in questo senso?“La scuola ha il ruolo di affrontare questi temi. Il rapporto del bambino verso situazioni del genere è diverso a dipendenza dell’età. L’adulto deve rispondere in rapporto a queste fasi di età. Il fatto di parlarne permette al bambino di capire meglio cosa sta succedendo e di evitare il generare ulteriore sofferenza e rappresentazioni sbagliate.”Meglio dirgli la verità nuda e cruda, oppure usare delle “storie”?"È giusto parlarne, ma rispettando l’età del bambino. L’adulto deve aiutare il bambino ad avvicinarsi sempre di più a quanto successo. Non è raccontando storie che si aiuta il bambino a crescere”.MM

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