
Due ore e mezzo di assemblea ordinaria. Oggi primo faccia a faccia al Casinò di Campione fra sindacati e dipendenti dopo l’annuncio della procedura di licenziamento collettivo – che toccherebbe 156 dipendenti su 492 – inoltrato alle parti martedì dalla casa da gioco. Un fulmine a ciel sereno nel bel mezzo delle trattative legate sulla delicata situazione finanziaria del Casino che ha scatenato le ire sindacali, che hanno subito indetto lo stato d’agitazione.
"Lo sciopero è ancora lontano, per ora rimane l'agitazione", ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino il sindacalista delle CGIL Giovanni Fagone.
La casa da gioco, dal canto suo, continua a considerare il licenziamento collettivo come un atto dovuto, per dare una concreta dimostrazione di impegno nel contenimento dei costi, in vista dell’udienza del 12 marzo al Tribunale Fallimentare di Como
"Si legge molta paura perché la novità è l'istanza di fallimento e l'udienza del 12.3. Questo rischia di pregiudicare un'ipotesi di accordo fra le parti perché la procura potrebbe decidere in modo autonomo di assoggettare questa struttura al fallimento", ha dichiarato Fagone.
L’imperativo dunque, per ora, è privilegiare il dialogo. Tanto che domani alle 9.30 i sindacati a incontreranno il sindaco Roberto Salmoiraghi. Ma l’apprensione fra i dipendenti resta palpabile
"La fine del casinò significa la fine di un'epoca, di un sistema, di un sociale, di una vita a Campione che fino a ieri era una cosa stupenda sotto tutti i punti di vista", ha dichiarato un cittadino campionese.
"Non è solo il casinò, ma l'economia di un paese. Un comparto sociale-economico molto importante perché Campione è una piccola realtà con grandi problematiche", gli fa eco un'altra cittadina.
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