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Ticino
Aggressione di Figino, quanto affetto per la bimba!
Redazione
12 anni fa
Persino dalla Germania pacchi regalo, cartoline e soldi per il gelato

Domani a Zurigo incontrerà un luminare della chirurgia estetica, intenzionato a esaminare i segni delle ferite rimasti sul volto della bimba. L'attenzione è rivolta in particolare alla cicatrice che si è formata tra il labbro e il naso. Non l’unico ricordo e non il più doloroso di quell'orribile pomeriggio.

Come ampiamente riferito da tutti i media svizzeri, una bambina di 5 anni un mese fa a Figino era stata aggredita da un cane, un incrocio tra un pittbull e un rottweiler: non era legato al guinzaglio, si è scaraventato verso la piccola e l’ha azzannata al viso sotto lo sguardo sgomento del padre, il quale ha dovuto letteralmente disarcionare l'animale dal volto di sua figlia...

Non se ne parla più, eppure il caso è tutt'altro che archiviato. La famiglia attende la chiusura dell'inchiesta e le decisioni della giustizia. Nel frattempo si dà da fare per affrontare nel migliore dei modi i numerosi ostacoli (pratici ed emotivi) che derivano da una simile disavventura. Da quando la piccola è stata dimessa dall'ospedale non sono cessati i momenti difficili, le preoccupazioni... e ora le lunghe trasferte oltre Gottardo per consultare i migliori medici del settore.

"Lei ha affrontato l'intera vicenda con grande presenza di spirito", racconta il papà, "anche se purtroppo, come prevedibile, ora ha iniziato a manifestare paura dei cani, in particolare quelli non tenuti al guinzaglio, indipendentemente dalla loro stazza".

Ma sono anche giorni di grande affetto e solidarietà.

La storia ha fatto il giro d’Europa, lo testimoniano le numerose lettere ricevute in queste settimane dalla bambina, spiega papà: "Per Pasqua abbiamo vissuto una commovente dimostrazione d’affetto: cartoline, buste e una decina di pacchi regalo giunti da ogni dove, anche dalla Germania. Coniglietti di cioccolata, pensieri. C’è chi ha spedito 20 franchi per il gelato. C’è chi racconta di aver vissuto un’esperienza simile durante l’infanzia, ma è significativo che la stragrande maggioranza dei mittenti è costituita da padroni di cani. Amanti degli animali che sono stati toccati profondamente dall'accaduto..."

Il cane che ha aggredito la bimba nel frattempo è stato restituito al padrone. Con una serie di condizioni poste dalle autorità italiane. Gli esami hanno dimostrato che si tratterebbe di un animale idoneo a vivere in società e non dovrà essere abbattuto, ma il padrone ora, per poterlo tenere, dovrà rispettare una serie di requisiti. E con ogni probabilità dovrà essere nuovamente sentito dagli inquirenti ticinesi, viste le notevoli incongruenze emerse tra la sua deposizione e quella del padre della bimba. Incongruenze sulla dinamica dell’aggressione. E’ possibile che nel primo interrogatorio del padrone, avvenuto a caldo poco dopo l’accaduto, lo shock abbia giocato un ruolo importante. L’inchiesta insomma è lungi dall’essere conclusa.

Matteo Bernasconi

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