
La vicenda del commissario di polizia che sostiene di essere stato aggredito e picchiato lunedì notte da una decina di ragazzi – italiani e balcanici - durante il carnevale di Bellinzona sta suscitando inutili polemiche: vedi l'interrogazione dei deputati leghisti Quadri e Poggi, che sospettano il presidente del Rabadan Decio Cavallini (capo della Gendarmeria) di aver tentato di insabbiare l'accaduto per evitare danni di immagine alla manifestazione e i pesanti attacchi, sempre a Cavallini, apparsi sul Mattino di oggi.Di sicuro il caso, divenuto di dominio pubblico dopo l'articolo apparso venerdì scorso su questo portale, merita di essere approfondito e chiarito. Senza polemiche e guerre di religione, con il solo obiettivo di stabilire la verità, che nella sua forma “processuale” toccherà alla magistratura accertare.Fissiamo allora i punti fermi che sono stati accertati finora. I puri e semplici fatti, insomma. Senza sospetti, ipotesi e operazioni di “retropensiero”. E diciamo subito che ora c'é un'inchiesta penale aperta per aggressione.La versione del commissarioL'episodio é accaduto nella notte tra lunedì e martedì nei pressi del capannone di Piazza del Sole. È nata un'accesa discussione tra alcuni giovani e due donne, madre e figlia. Poi le cose sono degenerate.L'uomo che si trovava con il commissario di polizia (fuori servizio) e le due donne si é preso un pugno in faccia. Stando al racconto del poliziotto, una delle due donne, la madre, é stata spintonata ed é caduta.A quel punto il diverbio si é fatto più acceso e l'agente é stato aggredito da una decina di ragazzi. “Mi hanno sferrato pugni in testa – racconta, - poi un colpo alla tempia mi ha fatto perdere i sensi” (leggi e riascolta le interviste su ticinonews.ch e TeleTicino di venerdì e sabato scorsi).Questa versione é a suo dire confermata da testimoni, le donne e il suo amico in particolare, che però non sono ancora stati interrogati. Almeno una parte del diverbio sarebbe stata ripresa dalle telecamere di video-sorveglianza.Il ricovero al San GiovanniGli stessi testimoni sostengono che il commissario é stato raccolto esanime dagli uomini della sicurezza del Rabadan. Da verificare come mai non siano intervenuti prima. Ma che l'uomo sia svenuto oppure no poco conta per la qualifica del reato di aggressione e pure per la determinazione della gravità dei fatti. È arrivata un'ambulanza che ha trasportato all'ospedale San Giovanni il commissario e il suo amico ferito al labbro.La prima diagnosi ha indicato per il poliziotto solo lesioni ai legamenti dell'avambraccio, che gli é stato steccato. Soltanto il giorno dopo sono emersi gli ematomi sul volto e su altre parti del corpo ed é stata accertata una commozione cerebrale (il commissario ha i relativi certificati). La sera del ricovero al San Giovanni i medici non hanno ritenuto il caso di effettuare radiografie alla testa del commissario, che é stato dimesso qualche ora dopo.La versione ufficiale della poliziaAll'ospedale San Giovanni sono arrivati, attorno alle 4 e mezza di mattina, due agenti della Cantonale per accertare l'accaduto. Il poliziotto afferma di aver raccontato ai colleghi di essere stato aggredito da una decina di ragazzi. Ma l'aggressione non é stata registrata come tale nel giornale della polizia, dove si parla dell'uomo colpito da un pugno e si ipotizza che l'agente si sia ferito cadendo a terra, spintonato nel corso del diverbio. Insomma, il quadro, quella notte, appariva effettivamente meno grave di quanto il poliziotto ha poi raccontato. E di quanto sostiene di aver raccontato in ospedale ai colleghi.Identificati tre presunti aggressoriTre dei giovani coinvolti, cittadini svizzeri di origine balcanica, sono stati identificati e convocati in polizia forse g
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

