
Ha senso unire le forze nel Locarnese? È fondamentalmente questa la domanda posta ai circa 170 partecipanti del laboratorio proposto dal Dipartimento delle istituzioni ai sette Comuni della regione che hanno iniziato a pensare a delle ipotesi aggregative. «L'obiettivo principale è far riflettere queste persone dapprima su quello che è il livello attuale di benessere, di qualità di vita e di competitività delle aziende», spiega a Ticinonews il capo sezione degli enti locali, Marzio Della Santa. Il tutto «ponendo però l’accento anche su quello che potrebbe essere il prossimo futuro e le tendenze che potrebbero modificare questo livello di benessere. Lo scopo è di arrivare a capire cosa può fare un Comune per preservare o accrescere tale livello di benessere di fronte ai cambiamenti in divenire».
Le opzioni
Nella prima metà della sala del Palexpo sono stati organizzati 10 gruppetti, parte del cosiddetto «scenario urbano», che ipotizza un’aggregazione tra Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina e Minusio. A discutere delle principali sfide attuali c’erano anche rappresentanti delle autorità politiche, tra cui il sindaco di Minusio Renato Mondada, possibilista anche su un matrimonio con Tenero-Contra e Mergoscia. «Sì, noi abbiamo il piede in due scarpe, proprio perché vogliamo approfondire il più possibile le collaborazioni e capire con quale dei due scenari si possa avere maggiori possibilità di successo», ci dice Mondada. «Credo che il discorso aggregativo debba essere affrontato un po' da tutti con convinzione». Dopodiché «si vedrà quale dei due scenari avrà maggiore possibilità di convincere la popolazione».
Gli obiettivi
Nell'altra metà della sala, ulteriori dieci gruppetti riflettono proprio sulla fusione a tre, il cosiddetto «scenario periurbano». Anche in questo caso con rappresentanti della politica e del mondo economico e della società civile. «Stiamo guardando quali aspetti potrebbero influenzare negativamente o positivamente nei prossimi quindici anni», afferma il presidente di Ticino Turismo, Simone Patelli. «L'obiettivo è far capire cosa, di ciò che avverrà tra quindici anni, sarà più o meno utile in caso di aggregazione».
Oggi ulteriori discussioni
Il laboratorio proseguirà anche oggi, con l'obiettivo di individuare quale modello istituzionale può essere più idoneo. «Il nostro dovere è quello di stimolare riflessioni. Noi non orientiamo in una direzione o in un’altra. Per noi è importante che le comunità locali si interroghino e si pongano esattamente questa domanda: posso continuare a essere un comune solo rispetto alle sfide future, oppure è meglio aggregarsi? Ma la responsabilità della scelta finale spetta a loro», conclude Della Santa.

