
I nove comuni chiamati oggi alle urne per il progetto “Gambarogno” hanno risposto positivamente con il 66% dei sì e il 33% dei no. L’unico smacco è il no di S.Nazzaro dove i contrari hanno superato nettamente i favorevoli. Anche per il progetto del Monteceneri c’è chi non è d’accordo. Dei sette comuni chiamati a votare, due hanno risposto con un netto no: si tratta di Isone e Mezzovico-Vira. Ora spetterà al Consiglio di Stato se provvedere a un’aggregazione “ridotta” o coatta. Il sindaco di Magadino, Tiziano Ponti, si è detto parzialmente soddisfatto del risultato: “Siamo soddisfatti per gli otto comuni che hanno risposto positivamente. Il grande neo di S.Nazzaro invece ha fatto la differenza. Gli interessi personali hanno qui prevalso sull’interesse generale. La maggioranza del Municipio era contraria e sicuramente questo ha influito molto. C’è poi la questione del moltiplicatore: attualmente a S.Nazzaro è fissato al 75% mentre nel caso dell’aggregazione aumenterebbe all’85%. In questo caso c’è stata poca lungimiranza. Non rispecchia la realtà del comune”. Nel caso di una risposta positiva da parte del Consiglio di Stato, il Gambarogno sarebbe una delle aggregazioni più ampie del Ticino. Nove i comuni in questione: Contone, Magadino, Vira-Gambarogno, Piazzogna, S.Nazzaro, Gerra, S. Abbondio, Caviano, Indemini. Circa 4'700 gli abitanti del nuovo comune con un Municipio composto da cinque membri e un consiglio comunale da trenta. Per il Monteceneri circa il 65% dei votanti si è espresso a favore del progetto. Un sì che prevale principalmente nei comuni di Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino. Per Isone e Medeglia, invece come detto, a maggioranza i contrari dove il circa il 70% rispettivamente il 56% hanno votato contro.
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