
Due giorni fa i socialisti hanno annunciato un rapporto di minoranza su un tema che ha spaccato la commissione della legislazione: la revisione della legge sulla perequazione intercomunale. E, oggi il PS si è dato appuntamento al Canvetto Luganese. Una conferenza cantonale per rivedere le linee programmatiche del partito per quel che riguarda lo spinoso capitolo delle aggregazioni e della perequazione. L’aula si è chinata sulle proposte elaborate dal Gruppo di lavoro che è stato incaricato dalla direzione del partito di studiare un testo più completo che meglio risponda alla situazione geografica attuale e alle problematiche future. Chiaro l’indirizzo che il partito intende perseguire: una politica ancora più incisiva in materia di aggregazioni che porti ad un ulteriore drastica diminuzione dei comuni. Fino ai cinque grandi comuni di cui aveva parlato il presidente Bertoli in un’iniziativa popolare? In un momento pre elettorale, una simile proposta, ha detto oggi Manuele Bertoli, può essere portata avanti solo da una piattaforma trasversale. Non da un partito. L’ho presentata al mio partito come era naturale che fosse ma l’iniziativa è mia, non dei socialisti. Sono però contento che il partito abbia deciso di introdurre un concetto: se il processo aggregativo attuale non dovesse andare avanti, soprattutto negli agglomerati, bisogna passare ad altri meccanismi. E uno scenario potrebbe essere chiamare tutti i cittadini a votare l'iscrizione del nome di pochi comuni nella Costituzione cantonale.
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