
Il progetto aggregativo è cresciuto lungo le sponde della Tresa, da cui il nuovo comune prenderà il nome. Starà agli abitanti di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa decidere il prossimo 25 novembre se l’aggregazione vedrà la luce.
L’impulso è stato dato dai quattro esecutivi, partendo dall’assunto “uniti si è più forti”: "Comuni come i nostri sotto i mille abitanti in un breve-medio futuro non riusciranno più a tenere testa a tutti gli incarichi affidati" sottolinea il sindaco di Ponte Tresa Daniel Buser a TeleTicino.
La Commissione di studio ha identificato alcuni progetti strategici per il comune aggregato: si parla del rinnovamento delle scuole a Croglio, della costruzione di un asilo nido per stimolare l’arrivo delle famiglie ed altre opere di servizi e mobilità. Secondo le stime fatte, con un moltiplicatore massimo all’85%, il comune avrebbe una capacità d’investimento di un milione e mezzo l’anno, un terzo in più dei quattro comuni separati.
"Siamo oberati di burocrazia e quindi ci sono diversi documenti da portare avanti e facciamo fatica a programmare gli investimenti. Rischiamo di restare fermi" mette in guardia il sindaco di Croglio Margrit Manzini.
Lo spirito dell’aggregazione, non è quello di centralizzare i servizi, ma mantenere le peculiarità dei quartieri e l’attuale organico, specifica Piero Marchesi, sindaco Monteggio: "Abbiamo tenuto contodi due aspetti: il primo è di proporre un progetto razionale, che tiene conto di quanto di buono c'è sul territorio e di garantire la prossimità e la vicinanza con i cittadini. Il progetto prevede l'elezione del Consiglio comunale con i circondari e la possibilità di creare delle commissioni di quartiere e una serie di attività che permetteranno di essere vicino al cittadino."
Ora sarà la popolazione a decidere. In caso di un sì, si potrebbe arrivare pronti con le comunali del 2020. In caso di un no invece…"Fondamentalmente si andrà avanti come adesso", aggiunge Marchesi, "quindi conoscendo le condizioni oggi presenti. Sono convinto che i cittadini, se analizzeranno il progetto, vedranno molte opportunità e spero che sappiano cogliere questa possibilità di sviluppo".
Un esito atteso anche dal Cantone che spera che l’impulso partito dalla Tresa venga preso da esempio dagli altri comuni della regione: "Nella parte ovest del Malcantone da anni non se ne parla più e quindi il progetto del comune di Tresa può fungere da stimolo per un territorio che ha bisogno di maggior unità nell'affrontare sfide importanti che vanno oltre i confini comunali" ha concluso il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi.
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