
È di nuovo il periodo delle poiane.
Domenica scorsa un uomo che stava facendo jogging, nei boschi della provincia di Verona, è stato attaccato "a tradimento" da una poiana, evidentemente infastidita dalla sua corsa. L'uomo ha raccontato di aver sentito un forte colpo alla nuca, che lo ha sbilanciato, e poi un forte bruciore al collo. "Mi sembrava di essere abbastanza più grosso delle sue prede abituali, ma ha usato la stessa tecnica, cercando di aggrapparsi con gli artigli al collo e poi probabilmente trascinarmi via" ha aggiunto la vittima del rapace diurno.
Già l'anno scorso, sempre in giugno, due poiane attaccarono un contadino che stava vangando l'orto, in provincia di Como. Lui si difese a badilate e uccise entrambi i volatili. E due anni fa, anche in quel caso in giugno, otto ciclisti vennero colpiti da una poiana nei pressi di Vipiteno.
In tutti questi casi gli attacchi sono avvenuti nei pressi del nido del rapace.
"Si tratta di attacchi inaspettati che si verificano quasi sempre tra maggio e luglio, quando questi rapaci diurni hanno i piccoli" spiega Matthias Kestenholz, dell'Associazione svizzera per la protezione degli uccelli. "Se un jogger passa inavvertitamente nelle vicinanze del nido o di un giovane appena involato, gli adulti lo considerano un pericolo e cercano di scacciare il presunto nemico con attacchi in volo. A volte, durante gli attacchi, emettono anche grida penetranti. Gli attacchi si verificano per lo più da dietro e si rivolgono quasi sempre verso persone che fanno jogging, mentre chi va a passeggio e i ciclisti di regola non vengono importunati e in casi estremi un jogger può essere attaccato in un raggio di circa 500 metri."
Finora nessuno ha riportato ferite gravi in un attacco da poiana, solo graffi. Tuttavia anche per ferite lievi occorre farsi vaccinare contro il tetano, aggiunge Kestenholz, che fornisce pure un consiglio: "Evitare per qualche settimana di frequentare di corsa le zone dove sono avvenuti questi attacchi, oppure frequentarle senza correre, camminando normalmente."
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