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Ticino
"Agenzie di collocamento fuori controllo?"
Redazione
12 anni fa
Come mai le agenzie interinali si diffondono così rapidamente? I Verdi chiedono al Governo di analizzare la situazione e, se del caso, prendere provvedimenti

"Agenzie interinali e precarizzazione: un fenomeno fuori controllo?" È questo il titolo dell'interrogazione parlamentare inoltrata da quattro deputati in Gran Consiglio dei Verdi (Elena Bacchetta, Michela Delcò Petralli, Francesco Maggi e Sergio Savoia) per chiedere un'analisi della situazione e, nel caso il legame tra le agenzie e il dumping fosse dimostrato, dei provvedimenti.

La proliferazione delle agenzie interinali private, sottolineano i Verdi, dura ormai da un paio di decenni. Solo tra il 2012 e il 2013 si è assistito a un aumento del 20% dei contratti interinali. Un aumento che ha un legame con la libera circolazione e che, secondo i Verdi, va contrastato, in quanto causa di crescente precarizzazione.

Già nel 2007 il Consiglio di Stato, ricordano i Verdi, aveva rilevato l’influenza della libera circolazione sull’aumento delle agenzie interinali private. Dall’altro l’esecutivo cantonale aveva evidenziato il rischio di precarizzazione del mondo del lavoro da esse causato.

Secondo quanto sosteneva allora il Governo, l’accordo di libera circolazione "ha permesso, a partire dal mese di giugno 2004, la libera assunzione di personale frontaliero anche per il collocamento a prestito, ciò che in precedenza era praticamente impossibile. Ciò spiega, almeno in parte, il forte aumento di attività da parte di queste agenzie avvenuto negli ultimi due, tre anni." Inoltre il Consiglio di Stato affermava che la legittima esigenza di flessibilità da parte degli imprenditori "rischia in talune situazioni di trasformarsi in precariato, laddove tali attività venivano svolte in precedenza tramite rapporti di lavoro usuali a durata indeterminata."

I dati delineano un trend in deciso aumento: in Ticino il numero di lavoratori ingaggiati dalle agenzie di collocamento temporaneo è passato dalle 4520 unità del 2000 alle 10880 unità del 2011. Questa importante espansione è attribuibile quasi esclusivamente all'aumento dei lavoratori stranieri (passati da 2009 alle 8272 unità), mentre la forza di lavoro svizzera impiegata dalle agenzie interinale rimane sostanzialmente stabile con valori fluttuati tra le 2500 e le 3000 unità.

La commissione tripartita, aggiungono i Verdi, ha evidenziato inoltre la pratica di "scorporare" l'agenzia interinale esistente in due o più entità differenti per eludere l'obbligo di rispetto del CCL nazionale introdotto da gennaio 2012, per le società con una massa salariale del personale collocato inferiore a 1'200'000 franchi.

"Il quadro che emerge è preoccupante" affermano i Verdi. "Riteniamo che nel dibattito attuale sul lavoro non sia accordata la dovuta attenzione agli effetti che queste agenzie hanno sul mercato del lavoro in termini di dumping e precarizzazione."

Per cui i quattro deputati pongono al Governo le seguenti domande: 

"Nel 2007 il CdS ha affermato l’esistenza di una correlazione tra libera circolazione e proliferazione di agenzie interinali private. A sei anni di distanza e a fronte di un ulteriore aumento dei lavoratori assunti dalle agenzie interinali, il CdS ha intenzione di prendere provvedimenti? Quali? A fronte dell’aumento delle agenzie di collocamento private, i controlli sono stati potenziati in maniera adeguata? È stata provata l’esistenza di un fenomeno di sostituzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato con rapporti di lavoro precari a tempo determinato? C’è una relazione tra la presenza crescente di personale assunto tramite agenzie di collocamento e il dumping salariale? Come si spiega il CdS la rapida diffusione di agenzie di collocamento privato a scapito delle agenzie di collocamento pubblico? È possibile privilegiare le agenzie di collocamento cantonali rispetto a quelle private? Il Consiglio di Stato non ritiene opportuno realizzare uno studio esaustivo sul fenomeno delle agenzie in collocamento, che da ormai vent'anni conoscono un vero e proprio boom? Dal momento che le agenzie di collocamento sottostanno a disposizione federali, il delegato cantonale per i rapporti confederali ha già esposto la questione al Consiglio Federale? In caso di risposta negativa, non si ritiene opportuno affrontare la problematica?"

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