
In un certo senso il caso Argo One ha accelerato i tempi, mettendo sotto la lente un problema che in Ticino si trascina da tempo. Ne è convinto il sindacato Unia che stamani a Zurigo ha incontrato la Commissione paritetica nazionale del settore della sicurezza. Sul tavolo delle trattative la creazione di una cosiddetta unità di controllo, ovvero un ispettore e un supporto amministrativo. Insomma quel che serve per avviare in Ticino controlli mirati nel settore finito al centro dello scandalo Argo One.
“L'incontro è andato bene”, ha spiegato ai microfoni di TeleTicino il sindacalista di Unia Giangiorgio Gargantini. "Di sicuro, il caso Argo ha drammaticamente sottolineato l’esigenza della nostra richiesta”.
Una richiesta che parte da lontano, formulata ancora prima della vicenda giudiziaria e politica. Il sentore che qualcosa non funzionasse si aveva da tempo. “Casi di violazione del contratto collettivo di lavoro sono sempre più frequenti", prosegue Gargantini. "In modo sistematico osserviamo pressione dei salari verso il basso secondo uno schema noto a molti settori lavorativi in Ticino”.
A dar man forte alle argomentazioni del sindacato oggi a Zurigo erano presenti anche i rappresentanti di alcune agenzie di sicurezza attive in Ticino. Per il momento preferiscono rimanere anonime. Anche per loro l’unità di controllo è fondamentale, per garantire la concorrenza leale in un settore che in pochi hanno ha conosciuto una vera esplosione.
Entro fine mese se ne saprà di più. In agenda è previsto un nuovo incontro nel quale verosimilmente la commissione nazionale darà il suo responso.
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