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Ticino
Agenti violenti? Parla una vittima
Redazione
13 anni fa
Un 23enne vittima di un presunto abuso di potere da parte della Polizia, lo scorso aprile a Lugano, racconta quanto ha subito

Dopo l'apertura di un'inchiesta contro due agenti della Comunale di Lugano, in relazione al pestaggio di un 37enne rumeno rinvenuto ferito ad Arogno, si era appreso che uno di loro era già sotto inchiesta, in quanto sarebbe stato coinvolto in un episodio di violenza, in aprile 2012, ai danni di un 23enne italiano. In realtà non è proprio così. È emerso oggi che, in quel precedente episodio, l'agente in questione non aveva avuto nessun ruolo. Il collegamento tra i due episodi è stato fatto unicamente a causa dell'errore di un avvocato nel fornire i nominativi.Ma che l'agente sia lo stesso o meno, il giovane che dice di essere stato vittima di un abuso di potere ad aprile ha voluto raccontare alla RSI quanto successo in quell'occasione. “Mi ha tirato un pugno, ammanettato e apostrofato con parole razziste; per questo l’ho denunciato” ha detto il ragazzo, che sostiene di essere stato aggredito da un agente.“Erano le cinque di mattina e mi trovavo fuori dal Club One con due amici" ricorda il 23enne. "Scioccamente ho sputato una cicca in strada senza badare al passaggio di un’auto della polizia, ma di certo non l’ho colpita”. A quel punto però i due agenti fermarono la loro auto. "Prima mi hanno colpito con veemenza, poi mi hanno caricato in macchina. Non avevo un documento, ma non me l’hanno neppure chiesto, come invece hanno sostenuto davanti al pg John Noseda. Io avevo paura. Mi sembrava che stessero esagerando, così ho opposto resistenza e per questo ho ricevuto un pugno in faccia dall’agente che poi ho deciso di denunciare”. Il giovane a quel punto ha cercato di allontanarsi ma è stato riacciuffato poco lontano e ai suoi poli sono scattate le manette. Lì due giovani estranei che avevano assistito alla scena hanno preso in giro i poliziotti: “Che polli, l’avete fatto scappare?”. Ma un agente ha reagito e mandato all'ospedale uno dei giovani, in circostanze tutte da chiarire, con una ferita a una mano, la giacca strappata e gli occhiali rotti. Nel frattempo erano giunte sul posto altre due pattuglie per un totale di sei pubblici ufficiali.Il 23enne è stato quindi portato in centrale, dove gli agenti hanno scoperto la sua nazionalità italiana: “Il poliziotto che mi aveva colpito mi ha chiesto perché quella sera non ero rimasto nel mio paese. Gli ho spiegato che la mia famiglia vive a Lugano da cinque generazioni e gli ho chiesto che bisogno ci fosse stato di tirarmi un pugno. In quel momento lui ha negato di averlo fatto e io gli ho rinfacciato di non avere neppure il coraggio di ammetterlo. Si è innervosito tantissimo. Era fuori di senno e mi ha preso per il collo”.

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