
Il Comitato dell’Associazione delle Polizie Comunali Ticinesi e la Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia, a seguito dell’articolo pubblicato sui mass media dal movimento “Stop all'ignoranza”, hanno deciso di prendere posizione. Il tutto scaturisce da una missiva inviata al Consiglio di Stato e al Procuratore Generale, poi resa pubblica, alla quale sia il Capo Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi che il PG John Noseda hanno prontamente risposto nell’ambito dei loro rispettivi ruoli e competenze. Il comitato e la federazione ricordano che gli agenti di polizia, nell'ambito della loro formazione di base e continua, vengono istruiti anche sugli aspetti riguardanti la multiculturalità, “poiché permette loro di acquisire adeguate e indispensabili conoscenze per svolgere l’attività tutelando i principi di uguaglianza”. Pur riconoscendo la libertà d’opinione e d'informazione costituzionalmente garantita, il comitato e la federazione ritengono che simili prese di posizione generalizzate siano lesive verso l’immagine degli agenti impegnati quotidianamente, 24 ore su 24, a garantire la sicurezza in Ticino in modo del tutto corretto. Queste modalità di espressione contribuiscono, a loro dire, unicamente a spronare chi già è refrattario a rispettare le regole ad accentuare l'astio nei confronti delle forze dell’ordine. A comprova di quanto affermato, il comitato e la federazione citano i dati riguardanti le violenze contro gli agenti di polizia, dati che dimostrano come siano progredite negli ultimi tempi del 160%, attestandosi su valori mai raggiunti in passato, con oltre 2000 casi l’anno. Con questo non intendono negare che gli agenti possano sbagliare, e che per gli errori commessi, siano essi legati ai doveri d'ufficio o ad eccessi nell'uso della forza coercitiva, debbano di conseguenza venire proporzionalmente puniti dai servizi preposti. Tentare però di delegittimare chi è incaricato, nei diversi livelli istituzionali, di garantire la sicurezza dei cittadini, senza sufficienti riscontri oggettivi e con affermazioni generiche quanto avventate è, secondo i rappresentanti degli agenti, un agire subdolo, scriteriato e censurabile. “È disinformazione”, aggiungono. Malgrado ciò, gli agenti impegnati nel Cantone assicurano di voler continuare ad impegnarsi con dedizione nello svolgimento del loro mandato, per garantire la sicurezza di tutti, anche degli appartenenti al movimento “Stop all’ignoranza”.
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