
Chiesti due anni di carcere sospesi con la condizionale per i due agenti della Polizia comunale di Lugano, che lo scorso 27 marzo avevano pestato un 37enne rumeno ad Arogno. Il processo si è aperto questa mattina alle Assise correzionali di Lugano di fronte al giudice Mauro Ermani. Entrambi i poliziotti sono accusati di sequestro di persona, abuso di autorità, lesioni semplici con arma e omissione di soccorso.
In aula i due imputati, un 29enne e un 30enne, hanno ripercorso per prima cosa i fatti: Il 27 marzo scorso i due sono giunti alla stazione di Lugano per dei controlli, nei quali è incappato il rumeno. Non sono emerse delle irregolarità dall'ispezione, ma i due agenti hanno ammanettato e caricato l'uomo in auto, per dirigersi al di fuori dalla loro giurisdizione. Sono arrivati fino alla dogana di Arogno, dopo una breve sosta a Melide, per riportare lo straniero in Italia. "La situazione in macchina era tranquilla" hanno ammesso. Poi una volta scesi dal veicolo, il 30enne ha tirato un calcio nel sedere al rumeno, che ha sbattuto il viso contro una roccia. L'altro agente ha poi continuato con calci, pugni e manganellate. La vittima è stata infine abbandonata a terra, agonizzante, in una fredda notte di inizio primavera. Entrambi hanno ammesso di aver sbagliato, adducendo situazioni di stress per i fatti avvenuti.
Il procuratore generale John Noseda ha ripercorso l'atto d'accusa, confermando i reati di cui i due sono ritenuti colpevoli. "Hanno agito in una situazione di stress, ma c'è un limite. Non si può scusare il comportamento degli imputati". La situazione sarebbe potuta finire ancor più tragicamente, ha sottolineato il procuratore. "Se non fosse stato per una serie di attenuanti riconosciute, il caso avrebbe dovuto andare alle criminali". Il tempestivo intervento di un passante, che ha soccorso il 37enne rumeno, ha forse evitato un destino peggiore alla vittima.
Nel pomeriggio parleranno i difensori dei due agenti, gli avvocati Edy Grignola, Nadir Guglielmoni e Adriano Sala.
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