
Il giovane 22enne arrestato ieri mattina per aver sferrato un pugno al volto contro un agente è un personaggio noto alle forze dell'ordine. Si tratta di un ultras del Lugano già condannato, con decreto d'accusa, per aver aggredito degli agenti nel settembre 2013 durante un derby. Poi nel novembre dell'anno scorso era ricascato di nuovo nella violenza, sempre durante un derby, e venne arrestato fuori dalla Resega per essersi scontrato con un tifoso dell'Ambrì. Ora l'aggressione di sabato notte potrebbe aggravare la sua posizione a livello penale, trasformando la precedente condanna in un periodo di carcere da scontare.
"Tu sei un poliziotto. Si, mi ricordo tu sei un poliziotto" avrebbe dichiarato, riporta il Corriere del Ticino, il 22enne prima di picchiare l'agente, il quale ha riportato una ferita all'occhio e al sopracciglio. Un'aggressione dunque dovuta al semplice fatto che la vittima fosse un poliziotto. Una dinamica non del tutto nuova alle forze dell'ordine.
"È la terza domenica di fila" ha dichiarato Michele Bertini al Corriere del Ticino, "che vengo sollecitato per episodi che riguardano la violenza nei confronti delle forze dell'ordine". Esprimendo solidarietà agli agenti coinvolti, il municipale luganese ha fatto sapere che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni. "La cosa grave", ha continuato, "è che l'agente è stato aggredito in quanto poliziotto. Il disagio che più volte abbiamo segnalato non è dunque certamente campato in aria. C'è una recrudescenza di questo fenomeno e lo Stato, ed è una cosa che come politico esigo, deve dare ora risposte concrete. Ci vuole una certa severità. Basta buonismo".
Anche il comandante della polizia comunale di Lugano Roberto Torrente condanna severamente questi atti di violenza. "Noi della polizia facciamo il nostro lavoro al meglio" ha dichiarato a La Regione, "e non è giusto che per questo si paghi. Insulti e atti di violenza contro gli agenti sono all'ordine del giorno e a loro è richiesto un grado di tolleranza molto alto per non reagire. Ora occorre una risposta forte da parte della politica e della Magistratura: comportamenti simili sono da perseguire più duramente".
Gli interrogatori sono previsti per questa mattina. L'inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Paolo Bordoli.
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