
“Sanzionare (o anche solo ipotizzarlo!) un agente, che nel tentativo di raggiungere il più velocemente il luogo di un incidente per prestare soccorso a dei feriti, rappresenterebbe un brutto segnale per tutta la categoria che con passione, impegno e dedizione, ogni giorno indossa la divisa non curante di rischi connessi alla professione, prestando la propria attività a favore di tutta la collettività”. È con queste parole che il sindacato OCST prende posizione sul caso dell’agente della Cantonale che finirà a processo per aver guidato a 100 chilometri all’ora su un limite di 50 durante un intervento.
In un comunicato stampa il sindacato spiega come questo processo rappresenti “una prima ticinese, ma è evidente che questa tematica, indipendentemente dalla sentenza, dovrà assolutamente essere affrontata dalle autorità politiche allo scopo di modificare una distorsione del sistema che invece di premiare l’impegno, penalizza l’agente anche nella vita privata”.
Il comitato OCST dei funzionari di polizia oltre a dirsi “attonito” esprime “il massimo sostegno al collega”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

