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Ticino
Agenda scolastica, scatta l’interpellanza
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Filippo Suessli
6 anni fa
Alcuni deputati Udc e Ppd hanno posto dieci domande al Consiglio di Stato sulla nuova agenda scolastica

Il tema dell’agenda scolastica per l’anno 2020/2021 è il clima e sta suscitando critiche feroci da parte di alcuni politici. Secondo loro, infatti, le problematiche dell’ambiente sarebbero state presentate in un modo solo e politicamente schierato a sinistra. “Non è un’esagerazione affermare, come diverse famiglie hanno già segnalato, che pare di avere tra le mani il manifesto di una precisa corrente politica! Emblematica è la prima pagina che si commenta da sé”, scrivono al Consiglio di Stato i granconsiglieri Edo Pellegrini (Udc-Udf), Paolo Caroni (Ppd+GG), Sara Imelli (Ppd-GG), Paolo Pamini (Udc) e sostenuta dalla maggioranza dei gruppi Ppd+GG, Udc e Lega.

I deputati parlano di “imposizione forzata del modo di trattare alcuni temi politici: le manifestazioni di piazza, le contestazioni più o meno violente, la condanna dell’autorità costituita, l’esagerazione fino al paradosso di alcuni comportamenti sociali di opposizione sono diventati la regola e quasi l’unico modo per poter manifestare ed esprimere le proprie idee”. E l’agenda, accusano, “si inserisce purtroppo in questo pericoloso dilagare di un pensiero unico che emargina e ridicolizza tutto ciò e tutti coloro che non si riconoscono in un determinato modo di vedere la gioventù e di fare politica”.

Ecco quindi le dieci domande:

1. Da chi e come viene/vengono scelti i temi nelle agende scolastiche?
2. Quanti e quali temi sono stati scartati per l’agenda scolastica di quest’anno?
3. Il CdS condivide che alcuni temi hanno anche valenza politica e che vengono esposti da un solo punto di vista? Chi decide quale punto di vista esporre?
4. Le varie autorità vengono indicate come responsabili di ogni sorta di danno contro il clima e l’ambiente e di mancanza di sensibilità alle questioni climatiche. Non pensa il CdS che l’agenda metta l’autorità in cattiva luce presso i giovani che hanno ricevuto l’agenda?
5. Ad ogni piè sospinto si parla di diritti. Non un solo accenno ai doveri. Non crede il CdS che questo modo di presentare il mondo sia poco onesto e realistico?
6. L’agenda presenta costantemente le manifestazioni di protesta come unico modo di far valere la propria opinione. Non crede il CdS che la gioventù andrebbe indirizzata piuttosto alla comprensione delle possibilità di esercitare la democrazia come è in uso nella tradizione svizzera, tramite petizioni, iniziative e referendum?
7. L’agenda presenta l’uomo come responsabile primo dei cambiamenti climatici. Non ritiene il CdS che ciò sia poco aderente alla realtà o, comunque, che occorrerebbe almeno un accenno al fatto che il clima si modifica (e si è modificato) anche indipendentemente dall’intervento umano?
8. Per un informazione oggettiva non ritiene il CdS che l’impatto delle attività umane sul clima dovevano essere messe in relazione anche con i benefici che queste attività hanno prodotto nell’ultimo secolo (aumento della speranza di vita, benessere generale, diminuzione della mortalità infantile, eradicazione di molte epidemie, diminuzione generale degli effetti della malnutrizione, ecc.)?
9. Ci può spiegare il CdS cosa c’entrano le sparatorie nelle scuole USA con il Ticino? Si vuole forse insinuare che le armi sono criminogene, mentre ci sono centinaia di coscienziosi giovani tiratori nelle nostre associazioni di tiro?
10. Lascia esterrefatti l’unilateralità degli argomenti; non viene offerto il minimo spunto di confrontarsi con tesi e antitesi. Cosa ne pensa il CdS?

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