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After, "La segnalazione non è partita dalle mamme"
After, "La segnalazione non è partita dalle mamme"
After, "La segnalazione non è partita dalle mamme"
Redazione
10 anni fa
Il prestito del libro con contenuti erotici è stato sospeso poi riautorizzato dal DECS. Lo fa sapere il Governo

Si torna a parlare di After, una serie di libri che racconta una storia d’amore fra un’universitaria diciottenne e il classico cattivo ragazzo. Un caso editoriale in tutto il mondo. Un caso politico in Ticino. Il motivo? Una narrazione ricca di dettagli erotici. La scorsa settimana il Consiglio di Stato ha risposto ad un’interrogazione della deputata leghista Leila Guscio che chiedeva dettagli sulla diffusione del primo volume della serie nelle biblioteche pubbliche del Cantone.

Nella sua risposta, il Governo spiega che il libro è presente in 10 biblioteche delle 35 sedi di scuola media del Cantone. Prima di essere messo a disposizione dei giovani lettori il libro, come avviene di norma, è stato sottoposto ad un esame generico e classificato come “romanzo sentimentale per adolescenti e giovani adulti. In alcuni casi è stato inserito nella sezione libri per adulti.

Il Consiglio di Stato smentisce poi l’affermazione della deputata, secondo cui alcune mamme abbiano fatto una segnalazione al DECS per rimuovere il libro. Non si trattava di mamme, ma di un giornalista. “A seguito delle segnalazioni giunte al DECS (non da parte di ‘alcune mamme’ come indicato dall’atto parlamentare, ma da parte di un giornalista) il prestito del libro è stato sospeso. Dopo le verifiche svolte dalla direzione della Divisione della scuola e dall’Ufficio dell’insegnamento medio, il prestito è stato nuovamente autorizzato a condizione tuttavia che da parte dei bibliotecari venissero verificate le motivazioni e l’età degli allievi (una pratica quest’ultima peraltro già diffusa e abituale). Alle direzioni è stato inoltre chiesto di prestare particolare attenzione alla gestione delle acquisizioni e, ancor più, all’indispensabile opera di mediazione svolta dai bibliotecari con gli allievi al momento del prestito.”

Rispondendo alla granconsigliera leghista, il Governo coglie l’occasione per riaffermare l’importanza di “una gestione attenta della politica delle acquisizioni e dello sviluppo dei fondi librari scolastici, così come dell’importante ruolo ricoperto all’interno di questo processo dal bibliotecario, dalle altre figure scolastiche (docenti, esperti di materia) e dagli organi scolastici (direzioni, consigli di classe). Non sarebbe invece auspicabile che, di fronte all’insorgere di un problema isolato, venga adottata una misura che non tiene conto dei bisogni e delle specificità dei vari istituti della scuola dell’obbligo e del settore postobbligatorio.”

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