
Il Tribunale federale, con sentenza pubblicata oggi, ha respinto il ricorso di un cittadino afgano cui il Canton Ticino si è rifiutato di rinnovare il permesso di dimora.
L'uomo era arrivato in Svizzera come richiedente l'asilo. Nell'ottobre 2010 la sua domanda era stata respinta, ma nell'aprile 2011 lui si era sposato con una cittadina elvetica dalla quale aveva avuto un figlio pochi mesi prima, ottenendo così un permesso di dimora.
Il matrimonio naufragò piuttosto in fretta e il bambino fu posto in una struttura protetta, per poi essere affidato in seguito ai nonni materni.
La moglie inoltrò un'istanza tessa alla presa di misure a protezione dell'unione coniugale, istanza accolta nel novembre 2011 dalla Pretura.
Visto che i motivi per il rilascio del permesso di dimora erano così venuti a cadere, nell'ottobre 2012 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino respinse la richiesta per il rinnovo del permesso.
Decisione confermata sia dal Consiglio di Stato che dal Tram, in considerazione dei maltrattamenti inferti alla moglie, delle tre denunce per violenza domestica sporte alla Polizia, così come del decreto d'accusa con cui l'uomo era stato ritenuto colpevole di reiterate vie di fatto e minacce nei confronti della coniuge.
L'uomo ha così ricorso al Tribunale federale, ma senza successo. Anche i giudici di Losanna hanno ritenuto proporzionale la decisione ticinese, intimando all'uomo di lasciare la Svizzera.
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