
Anche la LIA-bis non vedrà la luce. Il tentativo di introdurre per la seconda volta in Ticino un albo per le imprese artigianali è stato bocciato con 73 voti favorevoli, 7 contrari e 2 astensioni dal Gran Consigio.
In discussione, ricordiamo, vi era l’iniziativa parlamentare elaborata del 6 novembre 2018, che era nata il giorno in cui il Legislativo aveva abrogato la prima legge a seguito dei ricorsi presentati dalla COMCO e da una ditta ticinese. Il Tribunale cantonale amministrativo aveva infatti stabilito che la norma era incompatibile con la legge federale sul mercato interno. Lo stesso Consiglio di Stato aveva chiesto l’abrogazione e il Parlamento, dopo che l’albo era stato cancellato, aveva espresso la volontà di presentare un’iniziativa parlamentare per proporre una “LIA-bis”, che tenesse conto di ciò che era buono nella legge e al contempo rispettasse il diritto superiore.
Ma anche il nuovo testo “sarebbe destinato a scontrarsi con ulteriori ricorsi che ne sancirebbero nuovamente l’incompatibilità con il diritto superiore” ha sottolineato in aula il relatore del rapporto della Commissione economia e lavoro Lorenzo Jelmini (PPD). È stata tuttavia sottolineata la necessità di trovare soluzioni contro la concorrenza sleale a cui il settore è confrontato.
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