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Ticino
Affonda la tredicesima AVS, Lega furiosa
Redazione
18 anni fa
Caos in Consiglio comunale a Lugano. Alle 23 si discuteva ancora di AVS, poi la proposta è stata bocciata

La tredicesima AVS è stata spazzata via. Il Consiglio comunale di Lugano infatti ieri sera ha bocciato la proposta leghista. E in aula è scoppiato il caos, Bignasca ha attaccato il PLR e il presidente Angelo Jelmini ha sospeso la seduta per cinque minuti. “Siete una poltiglia di parlamentari - ha tuonato Giuliano Bignasca - che vanno e che vengono! Questo Consiglio comunale non può funzionare fino a quando il PLR…”. E qui è stato interrotto da Angelo Jelmini, che gli ha vivamente consigliato di rimanere sul tema in discussione. “Ho chiesto di fare un’analisi”, ha ribattuto il leader leghista. “Non c’è bisogno di fare analisi in questo contesto”, gli ha risposto prontamente Jelmini, che ha aggiunto: “Sospendo la seduta per cinque minuti”. Il caos è scoppiato alla fine. Erano le 23 e si discuteva di AVS da oltre un’ora: ventidue interventi. Quello che più ha scaldato gli animi, e che ha scatenato la rumorosa reazione di Bignasca, è sicuramente stato quello del presidente del PLR di Lugano Giorgio Grandini il quale, prima di prendersela coi modi della Lega, ha attaccato il senatore del suo stesso partito Dick Mary e poi il parlamentare, sempre PLR, Jacques Ducry per aver criticato via Nassa. Per Grandini quelle parole sono grottesche e inaccettabili “anche in un periodo pre-carnevalesco come l’attuale”. “Alla gratuita e infondata accusa di una politica egocentrica, senza visioni e priva di solidarietà umana - ha dichiarato Grandini -, è chiamato questa sera il Consiglio comunale a dare una pronta risposta. Purtroppo questa sera la discussione non sarà ispirata da un confronto volto a maturare una soluzione consensuale alla questione degli aiuti sociali, ma avvelenata da uno scontro frontale tra la Lega e, malauguratamente anche l’UDC, e gli altri partiti”. Ed era veramente così. Sull’AVS da una parte, ieri sera in Consiglio comunale, c’erano Lega e UDC, dall’altra PLR, PPD, PS e Verdi. Michele Bertini del PLR: “Generosi sì – ha ribadito Bertini – ma con chi ne ha veramente bisogno. Il denaro pubblico deve essere speso con la massima oculatezza”. Così invece Francesca Bordoni Brooks del PPD: “Chiedo ai giornalisti di specificare nei loro articoli, che chi vota contro il messaggio, vota in realtà in favore degli aiuti a tutte le persone che faticano ad arrivare alla fine del mese”. Poi sono arrivate anche le ragioni della sinistra, spiegate da Martino Rossi: “Il regalo era finanziato con i soldi di tutti, destinato però soltanto ad alcuni, escludendo senza giustificazione altri che si trovano in situazione analoga o peggiore”. Sul fronte opposto il democentrista Marco Chiesa. “Il motivo del contendere - ha specificato Chiesa - resta quello di sapere quali sono i più poveri fra i poveri. Un’analisi impietosa che ci porta a pesare con il bilancino le diverse situazioni finanziarie e abbandonare la strada maestra tracciata dal Municipio, buttando via il bambino con tutta l’acqua sporca”. E infine il leghista Francesco Gilardi ha espresso la propria delusione per la bocciatura della tredicesima. “Sono deluso - ha spiegato Gilardo - perché mi è sembrato che i politici intelligenti, avvocati, dottori, architetti, giocano a fare la rappresentazione delle marionette”. Ora il leader leghista Giuliano Bignasca ha già minacciato che sulla tredicesima partirà la raccolta di firme. [email protected]

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