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Ticino
Afa o non afa? È guerra tra meteorologi
Redazione
13 anni fa
Meteorologi sotto accusa: "Terroristi termici". Locarno Monti: "Se Caronte si chiamasse Giuseppe farebbe molta meno paura"

"Quando sentite parlare di Italia a 40 gradi, è una forma di terrorismo termico che non tiene conto delle fasce meno forti, che possono essere condizionate o suggestionate da un'informazione sbagliata". Lo ha affermato il meteorologo di La7 Paolo Sottocorona al Corriere della Sera, in risposta a quei colleghi che "pompano" le previsioni alla ricerca dell'audience. Ha poi aggiunto che non è mai successo nella storia che tutte le stazioni meteo abbiano registrato contemporaneamente 40°, neppure 35° né 33°. Quanto al picco, secondo Sottocorona "avrebbe più senso sapere per quante ore della giornata ci sarà quella temperatura. Magari per una e basta." "Furbetti per fare audience"Anche il colonnello Mario Giuliacci se l'è presa con "i soliti furbetti che pur di fare audience non dicono di quale temperatura si parli, se effettiva o apparente, generando confusione, ma soprattutto spavento, specie nelle persone anziane, vulnerabili all'afa." "No, informazioni utili"L'uomo che dà i nomi ai fenomeni meteorologici, e che quest'anno ha rispolverato il Caronte della scorsa estate, respinge invece tutte le accuse. "Grazie a questo tipo di informazioni si è creata una maggiore sensibilità che ha aiutato a ridurre i disagi" ha detto Antonio Sanò, direttore del portale ilmeteo.it. "Noi siamo accusati di non usare la grancassa..."A Locarno Monti cosa ne pensano? Si ritengono degli scienziati della meteorologia o dei "terroristi termici"? "In generale noi come servizio meteorologico svizzero veniamo spesso accusati di understatement, ossia di non usare la grancassa" afferma il responsabile del centro meteorologico, Marco Gaia. "È una linea a livello nazionale. Non necessariamente facendo i titoloni si riesce a comunicare meglio che non usando i termini tecnici, rispettivamente dicendo le cose come stanno. Se leggo gli articoli sui media in questi giorni mi chiedo come dovrei descrivere l'estate del 2003, che era ancora un paio di scalini sopra come impatto sulla popolazione." Se Caronte si chiamasse GiuseppeSecondo Gaia l'abitudine di dare dei nomi altisonanti ai fenomeni, tipo Caronte alla canicola di questa estate, è un po' un gridare al lupo. "Si diffonde un'informazione corretta" afferma,  "ma con parole che esasperano un po' il tutto. I colleghi italiani non sono stati i primi a battezzare i fenomeni meteorologici. Gli americani lo fanno dagli anni '50, ma con dei nomi all'acqua di rose, tipo Gianni, Franz, Carlo. Un nome come Caronte veicola invece una certa immagine. Se l'avessero chiamato Giuseppe avrebbe fatto molta meno paura. Se da un punto di vista dell'audience è efficace, io credo che come servizi meteo sia doveroso mantenere una linea più legata all'aspetto scientifico e fare attenzione a non usare termini per ingigantire quello che effettivamente capita." Troppa concorrenza tra servizi meteoA innescare questa gara a chi attira maggiormente l'attenzione sono, secondo Gaia, i nuovi servizi meteo spuntati in Italia. "In Ticino non ci sono servizi meteo privati, ma io leggo il battesimo di questi fenomeni con dei nomi di richiamo come un elemento della concorrenza. Però i meteorologi sono degli scienziati. E gli scienziati hanno un obbligo morale verso la popolazione: di fare scienza e non spettacolo."AS

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