
La gestione di AET ha fatto scoppiare la polemica tra il presidente della Lega Giuliano Bignasca e l'ex direttore dell'AET Sergio Salvioni. Ma facciamo un passo alla volta. Venerdì scorso il CdA di AET ha licenziato il direttore, Reto Brunett. Motivo: è "venuto meno il rapporto di fiducia reciproca" a causa di “divergenze sulle modalità gestionali”. Mercoledì Salvioni, sulle colonne della Regione Ticino, ha detto la sua sulla vicenda, difendendo il direttore defenestrato e accusa Bignasca di voler accorpare AET e AIL per privatizzarla e poi controllarla. E oggi Giuliano Bignasca replica che Reto Brunett è considerato un "tipo pericoloso" e che l'unica cosa che gli interessa è "riportare a casa, ed in mani interamente pubbliche, buona parte delle acque che furono svendute". Sergio Salvioni: "Bignasca da sempre, sogna di poter accorpare AET e AIL""Brunett - ha scritto Salvioni - per ammissione stessa del presidente Leidi, ha fatto un importante lavoro in seno all’AET, e, a mio avviso, per quanto ho potuto verificare in alcuni brevi incontri, ha certamente le qualifiche tecniche e commerciali richieste ad un direttore di una importante azienda elettrica". "Chi gongola, per contro - ha aggiunto Salvioni - è l’ineffabile Bignasca, il quale, da sempre, sogna di poter accorpare AET e AIL; a tale scopo propone da tempo la trasformazione di AET in SA, l’assunzione della distribuzione da parte di AET, assieme ad AIL, per poter entrare (lui o qualcuno in sua vece) quale rappresentante di una forte minoranza (?) azionaria nell’oramai ex ente pubblico. Avendo, more solito, sparato nel mucchio chiedendo le dimissioni del direttore e del CdA, sbeffeggiandoli, oggi monta in cattedra, rivendicando di aver per primo chiesto le dimissioni, e che quindi aveva ragione e reiterando la richiesta di dimissioni estesa a tutto il CdA. Sono evidenti siluri contro l’ente pubblico, nella speranza di demolirlo e il primo atto preannuncia le mosse successive". "Da non dimenticare - scrive infine Salvioni - che la trasformazione in Sa è una delle ‘rivendicazioni’ del gruppo “Rosa dei venti” di Lugano: in realtà nessuno ha mai saputo spiegare (a parte il disegno strategico di Bignasca) per quale motivo sia necessario trasformare AET in una SA"Giuliano Bignasca: "Sergio Salvioni, hai toppato"E oggi, con un comunicato stampa, puntuale arriva la replica del Nano. Citiamo. "Sergio Salvioni, oh, Sergio Salvioni. Dove stava guardando Sergio Salvioni quando ha sproloquiato qualche giorno fa sulla “Regione” a proposito dell’AET e dell’azzeratissimo, licenziatissimo, cacciatissimo Reto Brunett? Ma dove? E che è tutta questa mania dietrologica, che è tutto questo dare all’untore, che è tutto questo supporre ed immaginare complotti? Possibile che Sergio Salvioni, dico, Sergio Salvioni non sia capace di vedere le cose così come sono e come sono state, lì all’AET?""A Giuliano Bignasca - aggiunge il Nano - non possono fregare di meno i discorsi che riguardano la Rosa dei venti, i masoniani ed ogni altra conventicola che - secondo l’avv. dr. ex-consnaz ex-consstat ex-grancons e soprattutto ex-ex-ex-pres dell’AET - starebbero macinando acqua dietro le quinte. Sto dicendo da anni, gestioni Paolo Rossi-Mauro Dell’Ambrogio e poi Reto Brunett-Fausto Leidi, che l’AET è da smontare e da rimontare da cima a fondo perché si tratta di un ibrido nel quale troppi giochi e giochetti sono stati fatti e vengono fatti anche oggi sulla pelle dei cittadini, unici e veri proprietari""E com’è - prosegue Bignasca, parlando di Reto Brunett - che alla fine del tango ce lo trovammo in Ticino? Ci dica, Sergio Salvioni: mai sentito dire, Lei che di sicuro li conosce ad uno ad uno, che i liberali urani consideravano Reto Brunett come un tipo pericoloso dal punto di vista politico. Già: si pensava che proprio Reto Brunett potesse candidarsi per il Consiglio nazionale nelle file dell’Udc (a pensarci bene, in quel di Uri tanto il Plr quan
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