
Dai che è lunedì, le feste son finite, e si ricomincia. E ricomincia anche il tran tran della Repubblica. Dei suoi palazzi e dei suoi inquilini. Domani tornano a riunirsi il Consiglio di Stato e la Commissione della gestione. Ma i fari sono puntati sulla commissione energia: lì potrebbe succedere qualcosa. Parliamo dell’iniziativa per un’AET senza carbone, quella contro l’investimento dell’azienda elettrica nella centrale a carbone di Lünen, per capirci. Ma dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti che il professor Auer, chiamato ad esprimersi sulla costituzionalità del testo, sottoscritto da 12mila ticinesi, aveva detto ok: si può fare. Tutto faceva credere che la strada a questo punto fosse spianata, subito in parlamento e poi, più in là, al voto. Ma un nuovo stop incombe sull’iniziativa dei Verdi, sostenuta da PS e Lega. Il Consiglio di Stato ha scritto una lettera alla Commissione chiedendo un completamento della perizia. “In base agli accordi contrattuali in essere – scrive il Governo – la cessione della partecipazione di AET alla centrale non dipende esclusivamente dalla volontà dell’azienda. È infatti necessaria l’approvazione della maggioranza dell’assemblea dei soci, che può esprimere parere negativo senza fornire alcuna motivazione”. Vi è pertanto la possibilità – spiegano ancora i ministri – che l’obbligo di abbandonare l’investimento, nonostante gli sforzi di AET, possa rimanere disatteso e che quindi il popolo venga chiamato a pronunciarsi su una proposta non suscettibile di trovare concreta realizzazione. E dunque, il Consiglio di Stato, chiede ai commissari di interpellare nuovamente Auer su questo aspetto. Non solo: il governo chiede alla Commissione di chiedere anche un parere ad AET sulle conseguenze di una cessione della partecipazione. Fin qui la cronaca della lettera. Ma ciò che conta è quel che deciderà domani la Commissione. Il braccio di ferro è assicurato, tra chi vorrà prendere un po’ di tempo e approfondire e chi vorrà forzare la mano e tirare dritto, secondo iter. Vada come vada, da qui potrebbe partire la prima fiammata del trimestre più incandescente della legislatura. AELLE
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