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Ticino
"AET senza carbone": si vota su iniziativa e controprogetto PPD
Redazione
16 anni fa
Giornata burrascosa in Gran Consiglio. Cinque ore di dibattito. E il leghista Rodolfo Pantani è stato espulso dall'aula

La discussione è durata più di cinque ore. Ed è stata una giornata decisamente burrascosa. Tanto che ad un certo punto, durante il dibattito, il deputato leghista Rodolfo Pantani è stato espulso dall'aula del Gran Consiglio perché ha tenuto un comportamento giudicato troppo sopra le righe (vedi il servizio del TG su Teleticino, ndr.). Alla fine comunque il Parlamento è riuscito ad arrivarne a una. E ha deciso che i ticinesi andranno al voto sull'iniziativa dei Verdi "Per un AET senza carbone" come pure sul controprogetto del PPD. La proposta di controprogetto è stata accolta con 44 favorevoli, 26 contrari e 4 astensioni. Il testo dei Verdi è invece stato bocciato da 46 deputati e accolto da 26 granconsiglieri, 3 gli astenuti. La data scelta per il voto è quella del 15 maggio. Il PPD esulta: "Grande soddisfazione"Il PPD, concluso il dibattito in Gran Consiglio, ha diramato una nota stampa che di seguito riportiamo per esteso:"Il PPD esprime grande soddisfazione per il voto positivo espresso a netta maggioranza dal Gran Consiglio ticinese sul controprogetto all’iniziativa popolare che chiede l’uscita dell’Azienda elettrica ticinese (AET) dalla centrale a carbone di Lünen in Germania entro il 2015. Grazie a questa decisione il Parlamento propone oggi ai cittadini un’alternativa moderata e pragmatica all’iniziativa. Nello specifico, il controprogetto approvato oggi dal Gran Consiglio ticinese, si concentra su tre punti chiave: 1. conferma, come chiede l’iniziativa, in modo chiaro la volontà che AET non investa più in centrali elettriche a carbone; 2. L’uscita dalla centrale di Lünen dovrà avvenire non appena saranno date le condizioni affinché la cessione sia neutra dal punto di vista finanziario, ma comunque al più tardi entro il 2035. In questo senso il controprogetto evita ad AET perdite milionarie; 3. Il controprogetto non si limita a vietare ad AET ulteriori investimenti in centrali a carbone, ma prevede l’obbligo di finanziare una produzione rinnovabile locale, generando ricadute economiche e ambientali positive sul territorio ticinese. Come ha dichiarato Fabio Regazzi nel suo intervento in Parlamento, “il controprogetto costituisce una soluzione pragmatica che permette di affrontare la sfida energetica dei prossimi anni. L’adozione della nostra proposta scongiura al Cantone un ammanco importante di energia che si delinea verso il 2030, consente di mantenere il nostro standard di vita e assicura alle aziende energia a basso costo. Ma c’è di più: il controprogetto evita di dover acquistare energia elettrica perlopiù di origine nucleare o fossile (carbone o gas), prodotta da centrali più inquinanti della moderna centrale di Lünen”. I dati parlano chiaro e dimostrano che a livello europeo la produzione di energia da fonti rinnovabili è attualmente di poco superiore al 10%, mentre l’obiettivo per il 2020 (molto ambizioso!) è di passare al 20%! A questo proposito Regazzi ha invitato tutti ad un esercizio di sano realismo e evitare di suscitare false aspettative che non potranno essere soddisfatte. Per questo, il controprogetto approvato oggi dal Parlamento prevede la costituzione di un fondo di 150 milioni di franchi da destinare al finanziamento in Ticino del rinnovabile. L’obiettivo della copertura energetica del 100% entro la fine di questo secolo è dunque più vicina grazie alla soluzione del PPD".

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