
Attenzione all'ambiente e sensibilità verso le energie rinnovabili. Sono le parole chiave utilizzate dall'Azienda elettrica ticinese per definire la nuova strategia commerciale attuata in collaborazione con la ENERTI, società mantello delle aziende distributrici ticinesi. La novità è che dal 1° gennaio l'energia fornita da AET sarà al 90% proveniente da fonte rinnovabile certificata (di produzione svizzera o estera) e solo al 10% di tipo nucleare. Un deciso cambio di rotta di AET, sulla quale forse hanno pesato le recenti critiche sferrate dagli ambientalisti sulla questione del carbone. I pacchetti a disposizione degli utenti sono tre e delineano diversi atteggiamenti nei confronti della questione ambientale. A contraddistinguerli, il costo. Se per la fornitura base non c'è sovrapprezzo, così non è per chi vuole approvvigionarsi di energia idroelettrica al 100% ticinese, che dovrà sborsare 1 centesimo in più al kilowattora, mentre per gli ecologisti più intransigenti assetati di energia al 100% ecologica il surplus é tra i 7 e i 9 centesimi.
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