
Non luogo a procedere. Il procuratore generale Bruno Balestra ha chiuso l’indagine preliminare sulla gestione dell’Azienda elettrica ticinese nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007. Anno in cui la direzione dell’AET passò da Paolo Rossi a Reto Brunett e la presidenza da Mauro Dell'Ambrogio a Fausto Leidi. La decisione di Balestra fa riferimento alla segnalazione presentata nel luglio dell’anno scorso da Giuliano Bignasca. Il presidente della Lega si basava sulle conclusioni critiche del rapporto preliminare che AET aveva commissionato alla società di revisione KPMG. Un documento che tracciava una radiografia finanziaria dell’Azienda elettrica, delle sue partecipazioni e delle prospettive di sviluppo. Le audizioni dell’ex direttore, di collaboratori dell’azienda e di altre persone, scrive il procuratore generale, così come l’acquisizione di ulteriore documentazione, hanno permesso di chiarire i sospetti sugli episodi segnalati e di escludere l’esistenza di elementi di rilevanza penale a carico di Paolo Rossi e dei membri della precedente gestione di AET. L’indagine - si legge nel “non luogo” - ha evidenziato che le operazioni segnalate come sospette erano sempre state eseguite con la sostanziale consapevolezza, autorizzazione e avallo del Consiglio di amministrazione. I vertici dell’Azienda, Leidi e Brunett, hanno appreso la notizia con soddisfazione e han fatto sapere in una nota che degli accertamenti giudiziari sarà tenuto conto per la stesura del rapporto finale della KPMG. Poco dopo la reazione di Bignasca: “La Lega prende atto con sconcerto del non luogo a procedere di Balestra. Ci lascia perplessi il fatto che comportamenti - documentati nel rapporto KPMG - da parte dell’ex direttore Rossi (quali la conclusione di contratti con controparti sconosciute, conflitti d’interesse, firme di fideiussioni per decine di milioni senza autorizzazione del consiglio di amministrazione non configurino alcun reato penale. La Lega valuterà la possibilità di impugnare il non luogo a procedere tramite istanza di promozione dell’accusa. Del resto, il ribaltamento delle decisioni do Balestra, conclude la nota di Bignasca, è ormai diventata la regola (vedi Asfaltopoli e caso Zali,...). No comment da parte dell’ex presidente di AET Mauro Dell’Ambrogio. Il quale ribadisce comunque quanto aveva già scritto: espulsione dal consiglio di amministrazione dei leghisti al soldo di Bignasca. [email protected]
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