
La chiave della vicenda ZET sembra essere l’assemblea di venerdì. L’assemblea degli azionisti convocata dall’Azienda elettrica ticinese. L’AET é azionista unica della società di ingegneria argoviese, acquistata in maggio su proposta dell’allora direttore Reto Brunett. Il titolare della ZET, Ronald Zimmerli, incassò 2 milioni di franchi. E il contratto prevedeva il versamento di altri 2 e mezzo in caso di buoni risultati finanziari. Nonostante la cessione delle azioni, Zimmerli rimase presidente della ZET. Con lui, nel consiglio di amministrazione c’erano Brunett e il consulente legale dell’AET Luca Bernasconi. Ma dopo la partenza, in agosto, di Brunett e Bernasconi, l’AET si trovò senza un rappresentante nel CDA di ZET. Venerdì è stato nominato il nuovo consiglio d’amministrazione, nel quale Zimmerli non figura più. Lo stesso giorno, Zimmerli ha depositato i bilanci presso il giudice fallimentare del Canton Argovia. Ieri, lo scambio incrociato di accuse tra l’AET e Zimmerli. Quest’ultimo rimprovera all’azienda elettrica di aver voluto il fallimento, negando alla ZET la liquidità necessaria a saldare i debiti. L’AET nega: i soldi erano pronti, e Zimmerli lo sapeva. La coincidenza temporale tra assemblea e fallimento è sospetta. Nonostante Zimmerli assicuri di non essere stato informato della seduta di venerdì, la mossa del fallimento pare infatti una risposta alla sua estromissione dalla ZET. Per quale motivo, ci si chiederà. Uno, per nulla irrilevante, potrebbe essere rappresentato dai due milioni e mezzo che Zimmerli vanta ancora dall’AET. L’Azienda elettrica sembra infatti intenzionata a rimettere in discussione l’accordo firmato a maggio da Brunett. Il Consiglio di amministrazione lo avallò, è vero. Ma i sospetti che la ZET valesse meno di quanto fu pagata sorsero dopo. La perizia sul suo valore, commissionata da Brunett a una società da lui scelta, conterrebbe elementi poco chiari: per esempio sul valore dell’inventario, con beni mobili contati più volte. C’è poi il fatto che 3 su 5 dipendenti della ZET erano parenti di Zimmerli. La procedura di fallimento potrebbe essere infine un modo per mantenere il contenzioso con AET ad Argovia anzichè in Ticino. [email protected]
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