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Ticino
AET e il conto bancario di Singapore
Redazione
16 anni fa
Il deputato leghista Lorenzo Quadri vuol far chiarezza su un conto dell'Azienda elettrica ticinese. E scatta l'interrogazione

La Lega dei ticinesi torna ad occuparsi del'Azienda elettrica ticinese (AET). E lo fa tramite l'interrogazione del deputato Lorenzo Quadri "AET e il conto bancario di Singapore" e un articolo pubblicato sul Mattino della domenica. Nel domenicale leghista sono pubblicate le coordinate di un conto bancario del Credit Suisse a Singapore "legato - si legge nell'interrogazione - a dirigenti o ex dirigenti AET, su cui sarebbero stati fatti dei versamenti di denaro descritti come non chiari". "In presenza di questo nuovo elemento - scrive ancora Quadri -, sul settimanale si chiede al neo nominato Procuratore Generale John Noseda di tornare a chinarsi sulla segnalazione presentata a suo tempo al Ministero pubblico dalla Lega dei Ticinesi, segnalazione archiviata dal PG Balestra". Ma non solo. Nell'articolo apparso sul Mattino della domenica si ribadisce inoltre la presenza di numerosi rapporti KPMG su AET. "Essendo AET un’azienda totalmente pubblica - sottolinea ancora il deputato leghista -, le informazioni ed affermazioni di cui sopra non possono non essere approfondite in ambito governativo". Per questi motivi, Quadri chiede al Governo se sia a conoscenza dell’esistenza del conto bancario di Singapore, rispettivamente se sia intenzionato a fare chiarezza sui suoi scopi e sul suo utilizzo. E ancora: "Il conto in bancario in questione, è ancora aperto? Quanti rapporti KPMG su AET esistono, rispettivamente quante versioni diverse del medesimo rapporto? Come risultano essere datati i rapporti in questione? Quali di questi sono visionati, ed eventualmente modificati, da AET?". Anche il Caffè torna a occuparsi di AET e lo fa tramite un articolo dal titolo "Il silenzio lungo dell’Aet sul rapporto segreto del 2008". "Ci sono voluti un anno, dieci mesi e otto giorni per sapere ufficialmente dall’Azienda elettrica ticinese che c’era un rapporto del 26 agosto 2008 della Kpmg rimasto segreto", si legge nell'edizione odierna del domenicale, che prosegue: "Che “per salvaguardare la confidenzialità sull’intera vicenda” ne esistono pochissime copie a cui, per decisione del consiglio di amministrazione, hanno avuto accesso pochissime persone: il presidente Fausto Leidi, il direttore, ormai ex, Reto Brunett, il giurista interno e il consulente legale dell’Aet. Per tutti gli altri, politici, Commissione di controllo del mandato pubblico dell’Azienda e giornalisti, questo “documento intermedio” per quasi due anni è rimasto il fantasma che si aggirava nei piani alti di viale Officina 10 di cui in tanti parlavano ma che nessuno aveva mai visto".

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