
AET intende investire milioni di franchi nella costruzione di una centrale a carbone a Lünen, nella regione tedesca della Ruhr. Da tempo I Verdi si sono impegnati per orientare il Gran Consiglio sui rischi imprenditoriali e ambientali di un simile investimento. "Ora - si legge in un'interrogazione inoltrata oggi al Governo dai Verdi Sergio Savoia, Francesco Maggi e Greta Gysin - in seguito a un documento giunto in nostro possesso, dobbiamo constatare che il dibattito in corso rischia di essere largamente platonico". Secondo i Verdi AET avrebbe già versato 34 milioni di euro. E di questi 10 milioni circa sarebbero una garanzia bancaria "per permettere alla TPK di far fronti ai propri impegni verso i fornitori di impiantistica in attesa che si sbloccasse il credito concesso dal consorzio di banche interessate al finanziamento della TPK". Questa garanzia bancaria sarebbe inoltre "decaduta nel dicembre 2008". Ebbene secondo i Verdi questa "sembra una prassi gravissima" perché "da un lato AET finge di volere un avallo alla decisione, molto controversa, di investire in una tecnologia vetusta e altamente inquinante. E per farlo cerca la copertura politica che le potrebbe fornire il parlamento. Dall’altro, mentre il dibattito parlamentare è ancora fermo al livello commissionale, AET procede come se nulla fosse a versare i soldi alla TPK come se l’opinione dei rappresentanti dei cittadini non contasse nulla". I Verdi chiedono dunque al Governo se "conferma" questa indiscrezione, "come giudica questa prassi" e "cosa succederà del denaro già versato da AET nel caso in cui il GC decidesse di votare contro l’investimento?"
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