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Ticino
"AET, controllo sovietico"
"AET, controllo sovietico"
"AET, controllo sovietico"
Redazione
10 anni fa
Per Sergio Morisoli sono troppi 12 enti di controllo per AET: "Come fa un'azienda a funzionare bene?"

Nella giornata di ieri la maggioranza del Gran Consiglio ha approvato con 54 voti favorevoli, 9 contrari e 10 astenuti i conti 2014 di AET. Un bilancio non certo esaltante, con un utile d’esercizio di 500mila franchi che ha fatto storcere il naso a più di un deputato.

Se a ciò aggiungiamo una perdita d'esercizio di 46 milioni per il 2015, è facile immaginare come AET si sia ben presto trovata sotto un fuoco incrociato di critiche. Boris Bignasca aveva parlato di "una nave che sta navigando in un mare burrascoso", dopo aver  pubblicamente già chiesto le teste della dirigenza dell'Azienda Elettrica Ticinese, Roberto Pronini e Claudio Nauer su tutti.

Sul tema si è espresso anche il deputato Sergio Morisoli (La Destra), che su Facebook esprime "meraviglia, stupore, orrore" per il misero utile netto di mezzi milione di franchi a fronte di vendite per 912 milioni. "E il 2015 è peggio ancora!".

La colpa, secondo Morisoli, è riconducibile al controllo statale al quale è sottoposta l'azienda. Un controllo che Morisoli ritiene eccessivo, tanto da definirlo "sovietico".

"Ma come fa un'azienda a funzionare bene se si trova sopra 11 (undici!) entità statali che la controllano, in totale 118 persone, pariti, commisisoni varie che ci possono mettere il naso?" si chiede il deputato.

"Lacrime di coccodrillo; e diventerà ancora peggio: un mese fa il GC con la nuova Legge si è rifiutato di cambiare la struttura societaria di AET, e ha portato a 12 gli enti che la controllano accentuando il potere politico su quello aziendale, proibendole di comprare un solo kwH di nucleare e obbligandola a vendere non meno del 90% di energia rinnovabile. Praticamente hanno messo sul ring un pugile con le mani legate, aspettiamo il KO. Sturzo diceva bene: lo Stato, in economia, non è in grado nemmeno di gestire un negozio da ciabattino".

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