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Ticino
AET: conti approvati
Redazione
14 anni fa
Il Gran Consiglio - malgrado l'opposizione di Lega e Verdi - ha approvato i conti del 2009 e del 2010 di AET

Ci sono parole, o meglio acronimi, che basta nominarli per scatenare la discussione. E sicuramente un posto d’onore in questa top ten lo occupa l’AET. I conti 2009 e 2010 dell’azienda elettrica ticinese, tra rapporti, interventi, repliche e contro repliche hanno occupato gran parte del pomeriggio parlamentare. E se in pochi si sono opposti alla modifica di due articoli sulla Legge istituente l’azienda - riguardo le competenze del gran consiglio nell’approvazione del rapporto di gestione e sulla modalità di allestimento del conto attuale- altre questioni hanno acceso il dibattito. Basti pensare che i rapporti di minoranza erano addirittura due. Più che il presente, nel mirino questioni legate al recente passato: su tutti la decisione di investire nel carbone di Lünen, le precedenti gestioni dell’azienda, la comunicazione agli organi istituzionali. "Del passato - rileva Raffaele de Rosa - relatore di maggioranza, si è già ampiamente discusso. Tanto più che due terzi dei parlamentari occupavano il loro posto anche nella passata legislatura. Insomma, è ora di guardare avanti". Sostanzialmente sulla stessa linea il parere del PLRT, che sottolinea come comunque il rapporto di maggioranza non sia un analisi acritica della situazione. Al contrario Jean Francois Dominé ha messo in evidenza quelli che, secondo il PLR, sono i punti deboli di AET.Anche la maggioranza dei socialisti ha optato per il sostegno al rapporto della maggioranza della commissione speciale energia. Un segnale di fiducia per il nuovo corso intrapreso dai vertici AET, ha fatto notare il presidente Saverio Lurati. Ma il risultato del voto, di per sé la dice lunga sul clima in aula. I conti 2009 sono stati approvati da 45 deputati, contrari 27, astenuti 10. Tra questi i gran consiglieri UDC, che dicono, essere "in attesa di risposte", ha spiegato il capogruppo Marco Chiesa. Decisamente contraria la Lega dei Ticinesi, che con Paolo Sanvido, relatore del secondo rapporto di minoranza, è tornata a chiedere le dimissioni dell’intero consiglio d’amministrazione dell’azienda. I Verdi nel loro rapporto hanno sottolineato lo scarso rilievo che ancora oggi occupano le energie rinnovabili. E la scarsa chiarezza nello scambio di informazioni. Nel mirino di Francesco Maggi, relatore del primo rapporto di minoranza, il CdA e il CdS.Accuse prontamente rispedite al mittente dalla direttrice del dipartimento delle finanze Laura Sadis. Soddisfatta dal canto suo per la rinnovata strategia dell’azienda. [email protected]

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