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Ticino
AET cerca gas e petrolio nel Mendrisiotto
Redazione
16 anni fa
Dall’autunno studio del sottosuolo alla ricerca di petrolio, gas, risorse geotermiche, acqua termale, metano e CO2. I Verdi: "Sconcertati"

Una premessa. AET ha l’obbligo istituzionale di garantire l’approvvigionamento energetico del canton Ticino. Per adempiere a questo ruolo intende avvalersi di diversi vettori energetici e favorire la ricerca e lo sviluppo di energie alternative. Per quanto possibile, si persegue una maggiore indipendenza energetica, facendo capo anche a fonti presenti nel territorio e non ancora individuate. Col progetto Tigeo - presentato stamane a Monte Carasso - AET intende esaminare il sottosuolo del canton Ticino per individuare la presenza di risorse naturali o di depositi per lo stoccaggio di gas e per meglio comprendere le condizioni geotermiche del sottosuolo. Le indagini del progetto Tigeo si concentreranno nel Mendrisiotto, area che dal profilo geologico dovrebbe disporre del maggior potenziale di risorse. Per dirla in breve AET potrebbe trivellare il Mendrisiotto in cerca di idrocarburi (dunque petrolio e gas), risorse geotermiche, acqua termale, metano e CO2.I sondaggi sul terreno inizieranno nel tardo autunno 2010, mentre i lavori di preparazione sono già entrati nel vivo. La prima fase consiste nella verifica di una “linea test” che si estende dall’Alpe di Brusino (sul Serpiano) a Pedrinate (Chiasso), passando attraverso le località di Meride, Tremona, Besazio, Rancate, Mendrisio, Genestrerio, Novazzano e Seseglio. Se i sondaggi della “linea test” daranno risultati incoraggianti, seguirà la campagna principale su un’area più vasta nel Mendrisiotto. I risultati della campagna principale, le esistenti analisi geofisiche e i dati di superficie permetteranno di ottenere un quadro geologico approfondito. La campagna è accuratamente pianificata per non causare disagi o disturbi all’ambiente e alla popolazione. AET dispone dell’autorizzazione esclusiva rilasciata per cinque anni dallo Stato del Cantone Ticino nel 2009. Il permesso concerne l’esecuzione di sondaggi ed esclude lo sfruttamento del sottosuolo: quest’ultimo necessiterebbe di una nuova autorizzazione. AET sarà in stretto contatto con le autorità cantonali e comunali, per garantire un’adeguata informazione all’intera popolazione. Verdi: "Sconcertati"Le reazioni non si sono fatte attendere. E nel pomeriggio i Verdi, con un comunicato stampa, si dicono "sconcertati per l’ennesimo passo falso di AET, i cui vertici non hanno ancora capito che il futuro è nelle rinnovabili". "L’ampio sostegno raccolto dall’iniziativa dei Verdi Per un’AET senza carbone - si legge ancora nella nota stampa dei Verdi - avrebbe dovuto essere un segnale chiaro che il Ticino è pronto per una reale svolta energetica. Eppure i vertici di AET, con il sostegno della maggioranza politica, continuano imperterriti sulla loro strada, che è insostenibile a livello ambientale e molto rischiosa dal punto di vista finanziario. Anche a livello economico è accertato che non rende più investire nelle energie tradizionali: secondo uno studio della Duke University, pubblicato pochi giorni fa dal New York Times, il prezzo dell’energia nucleare ha superato quello dell’energia solare. Alla luce di questi dati, è uno scandalo che molti degli impianti solari costruiti in Ticino vengano rilevati da aziende svizzero tedesche per mancanza di interesse da parte delle aziende elettriche ticinesi! Il problema non è, come i vertici di AET vogliono farci credere, né di ordine finanziario né di scarsità di energia pulita. L’unica cosa scarsa in questo ambito è la volontà di AET e della maggioranza politica del Ticino per una vera svolta ambientale". Per i Verdi "le implicazioni ambientali e climatiche sono note, i rischi finanziari pure. Il polso della volontà dei Ticinesi si è potuto tastare chiaramente con l’iniziativa contro il carbone. Quanto tempo dovrà ancora passare e quante iniziative dovranno ancora lanciare i Verdi finché AET si accorgerà che il futuro è nelle rinnovabili?"

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