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Ticino
AET: Bianchi sbatte la porta
Redazione
12 anni fa
"Così non ci sto". Il consigliere d'amministrazione si è dimesso in polemica con la scelta del nuovo presidente Giovanni Leonardi

Il membro in quota PS del Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Elettrica Ticinese (AET), l'economista Ronny Bianchi, ha inoltrato le proprie dimissioni, a soli dieci mesi dalla sua nomina, che era avvenuta nel settembre scorso.

Bianchi, come scrive oggi La Regione, ha deciso di lasciare il remunerativo incarico "per una questione di dignità".

Il consigliere d'amministrazione dimissionario non ha condiviso le modalità della nomina del nuovo presidente di AET, Giovanni Leonardi.

A suo dire si è trattato di una scelta politica. "La nomina di Giovanni Leonardi è stato un gioco condotto dal PPD e sostenuto dalla Lega dei Ticinesi" ha dichiarato. "Tutto questo può starci, rientra nella logica delle cose. Ma c'è un limite che in questo caso è stato superato."

Secondo Bianchi il nuovo presidente di AET è in conflitto d'interessi. "La sua attuale posizione professionale non va d'accordo con la nomina alla presidenza del CdA di AET. O cambi la legge o la rispetti. Non ci sono alternative" ha affermato l'economista.

Ronny Bianchi, infine, si è detto pessimista sul futuro di AET, "perché con la liberalizzazione del mercato elettrico l'azienda rischia di scomparire".

"L'unica soluzione è quella di creare una struttura verticalmente integrata, dove l'azienda cantonale si occupa come ora della prima fase della filiera, mentre le società locali distribuiscono direttamente ai clienti finali" ha dichiarato Bianchi. "In un'unica struttura, non in competizione perché date le dimensioni del nuovo mercato - e tra un po' arriveranno i big europei a vendere energia - questa porterebbe alla sconfitta di tutti gli attori ticinesi. Per non parlare della riversione degli impianti idroelettrici; qui si rischia ancora una volta di perdere la sfida."

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