
È rottura tra l'AET e la commissione parlamentare sul mandato pubblico dell'azienda, ovvero il gremio che deve vigilare sull'operato e sull'attività aziendale. Una lettera firmata dai vertici, il direttore Roberto Pronini, e il presidente del Consiglio d'Amministrazione Fausto Leidi, è stata inviata il 24 febbraio al presidente della Commissione Riccardo Calastri. Una lettera dai toni molto duri. Un strappo istituzionale. Ecco la sintesi di alcuni stralci salienti. "In occasione dell'incontro tenutosi l'8 febbraio fra la Commissione e l'Azienda elettrica i rappresentanti di AET - si legge - hanno consegnato copia del conti annuale della Società per Partecipazioni energetiche (SPE). Il deputato Rodolfo Pantani ha abbandonato anticipatamente la seduta. Con grande sorpresa - prosegue la missiva - abbiamo rilevato che nell'edizione del 20 febbraio 2011 il Mattino della Domenica è stato citato il conto annuale della SPE, consegnato una decina di giorni prima". "Indipendentemente dall'interpretazione manifestamente errata del Mattino - proseguono Leidi e Pronini - resta il fatto grave e inaccettabile, che una volta di più la Commissione non è in grado di garantire la riservatezza". Principio, ricorda AET, alla quali i deputati devono sottostare. E dunque l'azienda, citiamo ancora dallo scritto, "a tutela del proprio nome e del proprio patrimonio non può tollerare ulteriori comportamenti di questo tipo. E chiede pertanto ufficialmente alla Commissione di sapere chi ha fornito le informazione al Mattino e l'allontanamento del responsabile dalla Commissione". Una possibilità che AET chiede espressamente di esercitare, così come previsto dalla legge. Ma Pronini e Leidi sono un fiume in piena. "AET - scrivono - non nasconde di non sentirsi per nulla garantita circa il rispetto dell'obbligo di riservatezza, pur avendo piena fiducia nei mezzi di sanzione previsti dall'ordinamento giuridico. Ma l'azienda non nasconde la preoccupazione: la violazione dell'obbligo di confidenzialità è un fatto grave e rischia di compromettere il regolare funzionamento della collaborazione fra AET e Commissione". Quindi l'avvertimento: "AET - scrivono i vertici - potrebbe in futuro, per non rischiare di compromettere gli interessi aziendali, vedersi costretta a non fornire ulteriori informazioni alla Commissione". E tanto per far capire che questa volta non si scherza AET chiede una congrua proroga per rispondere alla richiesta della Commissione sulla transazione dei parchi eolici in Germania che per volontà della società acquirente dei parchi soggiace a confidenzialità. Proroga fintanto che la Commissione non risponderà ad AET su questi punti. AET fa sapere infine che se Rodolfo pantani o Raffaele De Rosa, relatori sui conti aziendali 2009 e membri della Commissione di controllo, fossero responsabili della fuga di notizie, l'azienda chiederebbe di designare un altro relatore. AELLE
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

