
I conti 2006 dell’azienda elettrica ticinese giungono sui banchi del Gran Consiglio ed esplode la polemica in casa leghista. Il capogruppo Attilio Bignasca ha infatti chiesto la trasmissione dei verbali della seduta odierna al ministero pubblico. Ma al di là dei dubbi leghisti sulle discusse partecipazioni all’estero dell'Aet, i capi gruppo Plrt e Ppd hanno chiesto l’approvazione dei conti. “Riguardo all’acquisto di partecipazioni - ha fatto notare il liberale Riccardo Calastri - si può rimproverare all'Aet di non aver avuto trasparenza e di non aver dissipato i dubbi circa la legittimità di tali operazioni. Ma è inutile addentrarsi ora in vicende legate al 2007". "Con un utile operativo di 16,7 milioni e di esercizio di quasi 9 milioni il risultato per il 2006 può essere considerato soddisfacente", ha fatto notare il capogruppo Ppd Fabio Regazzi, tenendo conto di alcuni fattori che ne hanno condizionato l’andamento. A partire dalla siccità registrata nel 2006. "Per la prima volta Aet presenta conti consolidati", ha commentato il ministro Laura Sadis, che ha stigmatizzato le fughe di notizie. Fughe che potrebbero far solo male all’azienda elettrica. Alla fine i conti sono stati approvati con 51 sì e 17 no. E sui dubbi leghisti? “Non c’è miglior sordo di chi non vuol ascoltare", risponde laconica il ministro del dipartimento delle finanze ed economia. [email protected]
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