
Sta facendo e farà sicuramente ancora discutere il clamoroso dietrofront dell'UDC, che dopo aver più volte invocato maggiori controlli ai confini ha ora deciso di opporsi a un aumento degli effettivi del corpo delle Guardie di confine, per motivi finanziari (vedi articolo suggerito).
Tra coloro che più di tutti biasimano la mossa democentrista figura il consigliere nazionale Marco Romano (PPD), sempre in prima fila nella difesa del corpo delle Guardie di confine, il quale non esita a parlare di "capriola assurda e totalmente fuori luogo".
Da noi contattato, Romano spiega che il dietrofront dell'UDC è emerso durante le discussioni in Commissione delle finanze relative al Preventivo 2017 e al Piano di risanamento finanziario 2017-2019. "Qui una maggioranza capeggiata dall'UDC, che è il partito più forte in commissione, ha proposto come ogni anno dei tagli lineari nell'amministrazione, anche negli ambiti in cui erano stati decisi degli aumenti" afferma il parlamentare ticinese. "Questo è a mio giudizio irresponsabile, perché da un lato si chiedono più controlli e dall'altro si decide di tagliare."
"Il tutto è ancora più grave perché negli ultimi anni il Parlamento ha più volte ribadito la volontà di aumentare gli effettivi e anche il Consiglio federale ne ha riconosciuto la necessità" aggiunge Romano.
Secondo il consigliere nazionale PPD dietro al dietrofront dell'UDC c'è lo zampino del quasi consigliere federale Thomas Aeschi. "È stato lui a orchestrare il tutto" afferma Romano, secondo cui "Aeschi non ha capito nulla. Sarebbe ora che esca dalla sua sfera teorica e guardi la realtà. Perché il lavoro di Guardie di confine deve essere svolto da persone formate e per formarle ci vogliono due anni. Non basta mettere al confine dei soldati in caso di emergenza", come il consigliere nazionale zughese propone di fare.
"In più sappiamo che la pressione migratoria non è diminuita" prosegue Romano. "Diminuiscono le persone fermate perché il personale non è sufficiente per fare i controlli."
"Quindi servirebbe più personale già da subito, senza attendere la prossima emergenza migratoria" afferma ancora Romano, sottolineando che l'età media del personale delle Guardie di confine in servizio in Ticino è piuttosto avanzata e che quindi nei prossimi anni si assisterà a numerosi pensionamenti. "Senza dimenticare che la migrazione toglie ore di lavoro ad altri importanti compiti, come ad esempio la lotta alla criminalità transfrontaliera."
In conclusione Romano ricorda che la rinuncia all'aumento degli effettivi delle Guardie di confine è per ora solo una decisione a livello di commissione. "Adesso bisognerà fare in modo che in Parlamento cambi la maggioranza, sperando che nelle file di UDC e PLR ci sia ragionevolezza" afferma. "Chiaramente però il fatto che anche Ueli Maurer abbia colto la palla al balzo per rinunciare all'aumento non fa che rafforzare la posizione dei contrari."
AS
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