
L’ufficio giuridico di Lugano ha dato parere positivo allo spacchettamento del piano di rilancio di Lugano AirPort, ipotesi avanzata a inizio dicembre dal PLR che, ricordiamo, aveva proposto di portare in aula prima il progetto degli hangar da 5-6 milioni e poi il resto del credito (vedi articoli suggeriti).
Come prevedibile non sono mancate le reazioni politiche. Il consigliere comunale UDC Tiziano Galeazzi aveva affidato il suo pensiero ai social già nella giornata di ieri, con un post sibillino: “Da parte nostra le priorità sono ben altre che due hangar. Nessuno fino ad oggi ha presentato un piano strategico. Si vola a vista, quindi ogni opzione è sul nostro tavolo quale partito all'opposizione. A buon intenditore...”
Abbiamo quindi contattato Galeazzi per saperne di più, considerano che l’UDC, negli ultimi tempi, è sempre stata molto critica sul tema aeroporto. Il consigliere comunale democentrista ha confermato il suo scetticismo sullo ‘spacchettamento’, confermando che il suo gruppo valuterà attentamente il da farsi, magarti in attesa delle risposte alla famosa interrogazione da 101 domande.
Galeazzi, tuttavia, non svela le sue carte anche se l’ultima sibillina frase può lasciar intendere molte cose. Ad esempio, ci azzardiamo a ipotizzare, un referendum…
“Possono scorporarlo anche in 300 pezzi ma deve essere finanziato non con soldi pubblici noi saremo sempre contrari - ci conferma la capogruppo PS Simona Buri - Se ad esempio i 6 milioni fossero un prestito che LASA restituirebbe allora potrebbe funzionare. Ma se dovesse essere l’ennesimo versamento a fondo perso allora per noi è no”.
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