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Ticino
Aeroporto, ecco il progetto della cordata di Artioli
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Marco Jäggli
6 anni fa
Il gruppo vuole la ripresa dei voli commerciali dopo la realizzazione di nuove strutture (tra hangar e accoglienza) e di un nuovo polo di sviluppo tecnologico

Uno dei 7 gruppi in corsa per dare una nuova vita all’aeroporto di Lugano è quello degli imprenditori Rolf Marending, Stefano Artioli, Massimo Malgorani e l’avv. Oscar Crameri, che hanno deciso di unire le forze e candidarsi quali promotori per l’ottenimento della gestione dell’aeroporto di Lugano tramite la costituzione di una nuova società anonima di diritto svizzero. “La complementarità dei profili professionali dei promotori e la loro profonda conoscenza della realtà economica del territorio Ticinese qualificano il progetto e l’analisi svolta” riporta Anna Paccagnella, portavoce della cordata di imprenditori attivi nel progetto, in un’ area “che è destinata nei prossimi anni ad essere il baricentro dell’economia luganese e ticinese.”

Il progetto di gestione e di sviluppo dell’aeroporto si suddivide in quattro elementi distinti, scrivono gli imprenditori, ma strettamente interconnessi tra di loro:

1. Collaborazione con Dassault: In primis la nuova società da costituire riprenderà gli impegni assunti dalla Città promettendo di dare seguito all’occupazione del personale locale attualmente assunto. Inoltre la NewCo collaborerà per la gestione ordinaria delle attività aeroportuali presso l’aeroporto di Lugano con la società TAG Maintenance Service SA. Quest’ultima che ha già dimostrato il proprio interesse e disponibilità alla partnership, appartiene al gruppo francese “Dassault Aviation”, primaria società europea nel mondo dell’aviazione con comprovati anni di esperienza presso gli aeroporti di Ginevra e Sion.

2. L’intervento immobiliare: Il secondo elemento del progetto prevede un profondo intervento immobiliare suddiviso in 3 tappe, dove si evidenziano la realizzazione di nuovi hangar e di un nuovo terminal collegato ad un autosilo sotterraneo. Gli interventi immobiliari prevedono inoltre la manutenzione dell’area servizi e l’edificazione di un nuovo polo di sviluppo tecnologico oltre che di camere di accoglienza per i piloti, sale riunioni e di accoglienza per clientela d’affari, uffici di noleggio automobili, snack-bar e molto altro. È prevista inoltre la miglioria dell’efficienza energetica della struttura, che consentirebbe anche notevoli risparmi rispetto a quella attuale, sfruttando anche il vantaggio di disporre di un’area vasta che permetterebbe l’installazione di un campo fotovoltaico.

3. Ripresa dei voli commerciali: La ripresa dei voli commerciali di linea, segnatamente il volo Lugano-Ginevra, e rientra tra le priorità dei promotori. A tale scopo, si legge, verrà costituita una società dedicata, che potrà operare in tempi molto brevi poiché dal profilo regolatorio essa beneficerà di tutte le autorizzazioni già concesse dall’UFAC alla ditta Tarmac Aviation SA, controllata dal promotore Rolf Marending, beneficiando così dell’enorme vantaggio in termini di tempo di disporre di tutte le autorizzazioni di volo.

4. Implementare nuove tecnologie: Il quarto e ultimo elemento del progetto prevede l’implementazione delle nuove tecnologie nell’aviazione civile; “è ferma convinzione dei promotori che l’aeroporto di Lugano per avere un futuro debba essere partecipe dell’evoluzione in atto nell’aviazione civile; dove nel giro di pochi anni si assisterà a cambiamenti radicali nella tipologia di aeromobili”. Per questo motivo i promotori ritengono importante poter dare spazio sul sedime aeroportuale a laboratori di ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie del settore, quali i droni e il loro utilizzo per il trasporto di materiale, nonché l’evoluzione di aeromobili elettrici.

Il promotore Massimo Malgorani, industriale attivo nell’ambito delle nuove tecnologie nel settore dei “micromotori” attraverso la società di sua proprietà Delta Line SA, seguirà il progetto e “curerà la promozione e l’insediamento di realtà innovative del mondo dell’aviazione che hanno necessità di poter disporre di un’area aeroportuale per lo sviluppo dei loro prodotti”.

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