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Adria, i controlli sono stati adeguati
Adria, i controlli sono stati adeguati
Adria, i controlli sono stati adeguati
Redazione
11 anni fa
Il Governo risponde all'interrogazione di Schnellmann, sottolineando gli sforzi intrapresi

"Lo scandalo della Adria Costruzioni è solo un caso isolato? Non lo si poteva prevedere?". Fabio Schnellmann, il 9 ottobre interpellò il Consiglio di Stato, chiedendo maggior rigore nelle verifiche sulle aziende.

La scorsa settimana il Governo ha risposto, precisando i contorni delle procedure effettuate dal Cantone verso quelle aziende definite a rischio dal deputato PLR. 

Per il Cantone, nelle verifiche sarebbero stati coinvolti numerosi enti: l'Ufficio dell'Ispettorato del lavoro, l'Associazione interprofessionale di controllo, le Guardie di confine, l'Amministrazione federale delle dogane, L'Ufficio per la sorveglianza nel mercato del lavoro, la SUVA e pure la Commissione paritetica cantonale dell'edilizia. A Chiasso, un Centro di competenza coordina gli interventi, coinvolgendo tutti i partner.

Il Governo sottolinea inoltre la promozione del Progetto Sicurest "allo scopo di implementare un'intelligence economica o cellula di contrasto, migliorare il sistema di informazioni condiviso tra gli uffici dell'amministrazione pubblica e prevedere percorsi di formazione di specialisti interni agli uffici delle amministrazioni pubbliche".

A proposito della frequenza delle verifiche, il Consiglio di Stato spiega che "la Commissione verifica annualmente l'ossequio dei requisiti fissati dalla legge."

E il casellario giudiziale? Pare fosse tutto in regola: "I membri dirigenti iscritti a Registro di commercio al momento dell'iscrizione hanno presentato questo documento in regola."

Per Schnellmann, i fatti dimostrerebbero però che gli sforzi fatti non sono sufficienti: "Ne prendo atto - scrive il deputatio - ma, pur comprendendo gli sforzi fatti e le forze messe in campo, i risultati sono scarsi e gli abusi persistono. Il recente caso della ditta EMME ne è la conferma."

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