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Ticino
Adozioni gay, "ecco i perché del referendum"
Adozioni gay, "ecco i perché del referendum"
Adozioni gay, "ecco i perché del referendum"
Redazione
10 anni fa
Nel comitato pure il ticinese Marco Romano: "Si va verso una squallida mercificazione della vita!"

Come noto, a fine giugno è stato annunciato un referendum contro la revisione della Legge sull'adozione approvata dalle Camere federali nella loro ultima sessione prima delle vacanze estive.

A raccogliere firme contro la legge - che estende la possibilità di adottare un figlio per le coppie eterosessuali e che prevede pure l'adozione del figlio del partner per le coppie omosessuali - è un comitato interpartitico di cui fa parte pure il consigliere nazionale Marco Romano (PPD).

Ed è lui, in un'intevista pubblicata oggi sul Giornale del Popolo, a spiegare i motivi per cui il comitato intende permettere alla popolazione svizzera di esprimersi su questo importante dossier.

Secondo Romano, questa revisione di legge infila dalla finestra il diritto di adozione per le coppie omosessuali e per i concubini. È vero che consente l'adozione unicamente del figliastro, ma il parlamentare momò ritiene che il passo successivo, ovvero il diritto d'adozione generale, non tarderà a seguire.

"È la classica “tattica del salame”, fetta dopo fetta si ottiene quanto desiderato senza grandi discussioni" afferma Romano. "In occasione del voto sull’unione domestica registrata si negava con forza l’intenzione di concedere il diritto di adottare alle coppie omosessuali, oggi si comincia con l’adozione dei figliastri. In nome di un non precisato e molto aleatorio “bene del bambino” si veicola un approccio egoista fondato su di una storica rivendicazione."

Il consigliere nazionale PPD ricorda che i bambini coinvolti dalle adozioni "hanno un padre e una madre naturali."

"L’assenza per vari motivi, anche molto sofferti, di uno o dell’altro (morte, separazione, allontanamento, eccetera) può e deve essere gestita tramite il diritto e le istituzioni esistenti (ad esempio tutorie) nei vari ambiti nei quali si evidenziano problemi; penso alla salute, al mantenimento, all’eredità, ecc" afferma.

"L’adozione deve restare una prerogativa della famiglia intesa come unione durevole tra un uomo e una donna" aggiunge Romano, ricordando che "anche il Tribunale federale ha rifiutato nel maggio 2015 la possibilità di concedere il riconoscimento di due padri/nessuna madre."

Romano non nega le realtà esistenti, ma non reputa opportuno legalizzare il tutto. "Nei Paesi nei quali l’adozione è stata estesa alle coppie omosessuali si è evidenziata una tendenza marcata alla donazione di ovuli e “all’acquisto” vergognoso di madri surrogate all‘estero" afferma. "Una squallida mercificazione della vita!"

L'intervista integrale è pubblicata sul Giornale del Popolo di oggi.

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