
Che effetto fa avere una pistola puntata contro? Che effetto fa sentire esplodere tre colpi d’arma da fuoco a poco più di un metro? Rita Maiocchi è ricoverata all’ospedale Beata vergine di Mendrisio. Lunedì torna a casa. Sulla fronte ha un cerotto. Sotto il cerotto si vede la pelle bruciata. Quando entro nella stanza, al terzo piano del reparto di chirurgia, sorride. Suo marito, no. So che devo chiederle di ricordare. Di ricordare cosa è successo ieri, attorno alle 17 nella sua gioielleria di Corso San Gottardo. Quando le allungo il microfono, mi aspetto di tutto. Magari si mette a piangere,. E invece con una forza che mi lascia sbalordito, attacca: Rita: “Quando è entrato, ero al telefono. Ha aspettato che attaccassi. Poi mi ha chiesto di vedere gli anelli, un istante dopo aveva in mano la pistola. Senza pensare, ho reagito. Ho cercato di prendergli la pistola, ne è seguita una colluttazione. Siamo finiti a terra. Quando ero giù, mi ha sparato i tre colpi, a qualche metro. Diceva: “muori, muori” FP: Ma i colpi sono partiti per caso, o li ha sparati volontariamente? Rita: Volontariamente. Tre colpi. Uno mi ha sfiorato la fronte, l’altro la nuca, il terzo non so dove è finito. FP: Quando ha visto la pistola cosa hai pensato? Rita: Non ho pensato, ho reagito e basta. Non ho pensato a niente. Ho pensato di togliere il pericolo, dunque di abbassare la pistola. FP: Ha avuto un bel coraggio, ha rischiato la vita, lo sa? Rita: Mi è andata bene, credo che gli angeli custodi mi sono stati vicino. Mentre Rita racconta, il marito scuote la testa e la guarda come si guarda una cosa nuova. FP: voleva spaventarla, o voleva colpirla? Rita: non so, so che mi ha colpito di striscio per due volte. Ma non ce la fatta ad uccidermi. Quando ha visto tutto il sangue, è scappato. FP: i medici cosa le hanno detto? Rita: lunedì esco. FP: se la sente di ritornare al lavoro? Rita: certo, non sarà mica lui a fermarmi. FP
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