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Polizia
Adeguamento Lear: «Chi non sarà in regola dovrà affrontare valutazioni puntuali»
Redazione
3 ore fa
La proroga concessa lo scorso 28 maggio dalle autorità scade il 31 luglio. Invariato l'avvertimento: chi non si adegua dovrà cessare l'attività. Intanto, continuano i controlli antincendio nei locali a rischio: per ora nessuna grave infrazione riscontrata.

Tre anni di tempo e ancora in 350 mancano all’appello. Stiamo parlando dei passi necessari per adeguarsi alla nuova Lear: la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione pensata per rendere meno burocratica e più flessibile l’attività di un settore in continua trasformazione. Lo scorso 28 maggio le autorità avevano concesso una proroga, la quale scadrà a fine mese. E oggi l’avvertimento resta invariato, spiega Bernadette Rüegsegger, Capo dei servizi generali della Polizia cantonale: «Ci sono ancora due settimane di tempo e io chiedo che venga accolta questa possibilità. Chi dopo il primo agosto non si sarà adeguato non sarà più in regola». Beninteso: non ci sarà un intervento di chiusure di massa. «Sicuramente così non sarà. Saranno delle valutazioni puntuali e ogni caso verrà trattato singolarmente».

Uffici sommersi dagli incarti

Sono circa 200 i ritardatari che si sono mossi dopo il precedente appello, con gli uffici cantonali predisposti al controllo alle prese con un sovraccarico di procedure da valutare. Per ottenere l'autorizzazione servono attestazioni di idoneità dei locali, preavvisi del laboratorio cantonale per le misure igienico-sanitarie. Un iter complesso riconosciuto dallo stesso presidente di GastroTicino Massimo Suter, che ora ci ha confermato di essersi adeguato. «Diciamo che fino a fine maggio - metà giugno abbiamo avuto un picco di richieste non indifferente. Mancano all’appello circa 350 esercizi pubblici: 250 con solo ristorazione e un centinaio con alloggio», specifica ancora Rüegsegger.

Norme antincendio: nessuna infrazione grave

Sul fronte della sicurezza, proseguono intanto i controlli con l’esperto antincendio nominato dal Consiglio di Stato dopo la tragedia di Crans-Montana. Al momento, non sono state riscontrate infrazioni tali da imporre la chiusura di un locale. Spiega ancora la Capo dei servizi generali: «Su 130 locali che erano stati indicati come sfavorevoli, quindi o sotterranei, o seminterrati o con tante persone, ne abbiamo controllati circa la metà. Può darsi che ci siano delle piccole irregolarità che vanno messe a posto come cartelli non aggiornati col piano di evacuazione. Il perito farà rapporto ai comuni che andranno poi a controllare se tutto è di nuovo posto».