
"Dov'è finito il tesserino del fungiatt?", aveva chiesto Matteo Pelli a Claudio Zali all'inizio di settembre, quando il fermo di due uomini che avevano raccolto 35 chili di porcini aveva reso i funghi l'argomento più in voga del momento.
Il direttore del Dipartimento del territorio aveva allora spiegato al direttore di Radio 3i che la sua proposta aveva incontrato qualche resistenza. Ma aveva aggiunto che la procedura di consultazione si era da poco conclusa e che quindi lui avrebbe presto portato il messaggio sul tavolo del Consiglio di Stato, per poi trasmetterlo al Gran Consiglio.
Detto, fatto. Zali ha effettivamente portato in Governo il messaggio sul progetto di modifica della Legge sulla raccolta di funghi. Un messaggio che contempla l'introduzione di un tesserino gratuito annuale per i residenti e di uno a pagamento con validità cinque giorni per i non residenti.
Ma il messaggio si è arenato sul tavolo del Governo.
Come scrive il Corriere del Ticino, in seno al Consiglio di Stato sarebbero emerse diverse riserve sui correttivi pensati da Zali per proteggere le aree più sensibili del Cantone da un eccessivo afflusso di cercatori di funghi.
In particolare si teme l'aggravio burocratico, e i conseguenti oneri finanziari, che il tesserino comporterebbe.
Sarà ora da vedere se il tesserino per i fungiatt riuscirà finalmente a decollare o se finirà per essere dimenticato in un cassetto.
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