
È assai probabile che nelle prossime settimane anche gli ultimi inquilini rimasti all'interno del Centro Ovale di Chiasso, una decina, abbandonino i loro spazi. E che quindi il centro commerciale debba definitivamente chiudere i battenti.
Lo scenario è stato evocato da rappresentante della proprietà, Frédéric Van der Planken, al Corriere del Ticino.
Il manager belga ha ammesso che è "impossibile" attirare nuovi locatari nell'emporio di via Chiesa. Erano state ventilate numerose possibilità di rilancio, negli scorsi mesi, ma nessuna di esse si è concretizzata. Anzi, in questi ultimi tempi i principali negozi rimasti hanno annunciato di voler lasciare il centro. Per cui non resta che valutare la chiusura definitiva.
"La porta della Svizzera rimarrà una costruzione vuota e desolata, testimonianza di come gli imprenditori stranieri vengono trattati dal Governo ticinese" ha affermato Van del Planken, lamentando una disparità di trattamento con il FoxTown di Mendrisio. "C'è stato un chiaro favoritismo verso l'eroe locale, anche se questi impiega una maggioranza di dipendenti non svizzeri, mentre noi abbiamo creato più di 140 posti di lavoro per ticinesi. Impieghi che sono andati tutti persi."
A rafforzare l'ipotesi chiusura, vi è pure la sentenza di aprile del Tram, che ha confermato il divieto di apertura domenicale per il Centro Ovale.
La proprietà, infine, si dice disposta alla cessione della struttura, in caso di offerte serie. Ma finora, a parte qualche voce, non è stata intavolata alcuna trattativa seria.
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